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Tomo secondo.
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ia2 Terza Parte.

amorosa, e affezionata alle donne , e di continuo presto a i servigiloro. La qual cosa fu cagione, âe continuando i diletti carnali, eglisu dagli amici , sorse più die non conveniva, rispettato, e com-piaciuto. Onde facendogli Agostino Ghigi , amico suo caro » stipi-gliene nel palazzo suo la prima loggia 1 , Rastàello non poteva molto at-tendere a lavorare , per 1’ amore , che portava ad una sua donna ; peril che Agostino si disperava , di sorte che per via d’altri, e da se,e di mezzi ancora operò sì, che appena ottenne , che questa sua don-na venne a stare con esso in casa continuamente in quella parte , doveRaffaello lavorava, il che su cagione, che il lavoro venisse a fine.Fece in quest' opera tutti i cartoni, e molte figure colorì di sua ma-no in fresco . E nella volta fece il concilio degli Dei in cielo , dovesi veggono nelle loro forme molti abiti, e lineamenti , cavati stali’antico j con bellissima grazia , e disegno espressi . E così fece le nozzedi Psiche 2 con ministri, che servono Giove , e le Grazie , che spargo-no i fiori per la tavola ; e ne’ peducci della volta fece molte storie ,fra le quali in una è Mercurio col flauto , che volando , par che scendadal cielo ; ed in un’ altra è Giove con gravità celeste , che bacia Ga-nimede ; e così di sotto nell’altra il carro di Venere , e le Grazie,che con Mercurio tirano al cielo Psiche , e molt’ altre storie poetichene gli altri peducci. E ne gli spicchi della volta , sopra gli archi fra pe-duccio e peduccio, sono molti putti , che scortano, bellissimi, i qua-li volando portano tutti gli strumenti degli Dei ; di Giove il fulmine ,e le stette ; di Marte gli elmi, le spade , e le targhe; di Vulcano imartelli ; d’Ercole la clava , e la pelle del Leone ; di Mercurio il Ca-duceo ; di Pan lasampogna; di Vertunnoi iastri dell’agricoltura ; e

tutti

quello di Federigo Carondelet Ar-cidiacono di Besanfone fatto in Ro-ma nel tempo, che questo signorevi dimorava incaricato degli affaridel re di Spagna. Questo ritrattoadesso è in Inghilterra, dove è ri-guardato con una particolare di-stinzione , e come una delle piùeccellenti opere di questo divinoartefice ; perché Raffaello ne’ ritrat-ti ha superato se medesimo, comequasi tutti gli altri pittori, tanta èla forza dell’ imitazione stretta, erigorosa della Natura; il che do-vrebbero intendere quei pittori,che vogliono dipignere di lor ca-prìccio , e seguitare la loro immagi-nazione , che è sempre, e così èforza che sia , infinitamente più

imperfetta della Natura .

1 Alcuni pezzi di queste pittu-re , cioè varj peducci della dettaloggia, come il Mercurio , Giove,che bacia Amore, e le tre Dee so-no intagliati da Marcantonio . Tut-ta 1 ’ Opera fu intagliata molto be-ne da Cherubino Alberti, e ri-tagliata da Andran . Il Malvasianella nota delle stampe di Mar-cantonio ha tralasciato questo Mer-curio , tom. i. a c. 69. Le pitturedi queste logge furono anche tutteintagliate da Niccolò Dorigny .

2 Per non esser obbligato allafatica di far questi due quadri disotto in fu, finse Raffaello, che fos-sero due tappeti confitti nellavolta.