Vita di Guglielmo da Marcilla. 139ni, ancoraché fossero aliai buone , e piuttosto lodevoli, che no . Oraavvenne , che andando in quel tempo Messer Lodovico Bellichini me-dico eccellente , e de' primi, che governasse la città d’Arezzo» amedicare in Cortona la madre del detto Cardinale , egli fi dimesticòassai col detto Guglielmo , col quale, quanto tempo gli avanzava , ra-gionava molto volentieri : e Guglielmo parimente» che allora si chia-mava il Priore » per avere di que’ giorni avuto il beneficio d’una prioria,pose affezione al detto medico » il quale un giorno domandò Gugliel-mo » se con buona grazia del Cardinale anelerebbe a fare in Arezzo al-cune finestre ; ed avendogli promessi » con licenza » e buona graziadel Cardinale » là si condusse. Stagio dunque » del quale si è ragionatodi sopra » avendo divisa la compagnia con Domenico » raccertò in casasua Guglielmo » il quale per la prima opera in una finestra di s. Lucia »cappella de gli Albergotti » nel vescovado d’Arezzo» fece està Santa »e un s. Silvestro tanto bene » che quest’opera può dirsi veramente fattadi vivissime figure » e non di vetri colorati » e trasparenti » o almenopittura lodata , e maravigliosa ; perché oltre al magistero delle carni »sono squagliati i vetri » cioè levata in alcun luogo la prima pelle » epoi colorita d' altro colore ; come sarebbe a dire » posto in lui vetrorosso squagliato opera gialla» e in su l’azzurro bianca» e verde lavo-rata » la qualcosa in questo mestiero è difficile, e miracolosa. Il verodunque » e primo colorato viene tutto da uno de’ lati » come dire ilcolor rossi » azzurro , o verde » e l’altra parte , che è grolla , quantoil taglio d’un coltello» o poco più , bianca . Molti per paura di nonspezzare i vetri, per non avere gran pratica nel maneggiarli, nonadoperano punta di ferro per squagliarli, ma in quel cambio» per piùsicurtà, vanno incavando i detti vetri con una ruota di rame» conincima un ferro , e così a poco a poco Tanto fanno con lo smeriglio » chelasciano la pelle sola del vetro bianco, il quale viene molto netto.Quando poi il sopraddetto vetro, rimalo bianco, si vuol lare di coloregiallo, allora si dà , quando si vuole metter a fuoco appunto per cuo-cerlo» con un pennello d’argento calcinato, che è un colore simile albolo , ma un poco grosso , e questo al fuoco si sonde sopra il vetro , esa, che scorrendo si attacca » penetrando a detto vetro, eia un bellis-simo giallo ; i quali modi di fare, niuno adoperò meglio, né con piùartifizio, ed ingegno del priore Guglielmo , ed in queste cose consi-ste la difficoltà » perché il tignere di colori a olio , o in altro modo » èpoco » o niente ; e che sia diafano, e trasparente , non è cosa di mol-to momento ; ma il cuocerli a fuoco, e fare, che reggano alle percossedell’acqua, e si conservino sempre , èbeti fatica degna di lode. Ondequesto eccellente maestro merita lode grandissima , per non essere , chiin questa professione di disegno, d’invenzione , di colore , e di bon-tà abbia mai fatto tanto. Fece poi l’occhio grande di detta chiesa,dentrovi la venuta dello Spirito santo» e così il battesimo di Cristo ,
S 2 per
Va ad Artr.t.o , e viopera .
Vetri squagliati et jmaraviglia , e eoafacilità .
Modo por dargli ilcolore .