Band 
Tomo secondo.
Seite
140
JPEG-Download
 

14° Parte Terza.

per s. Giovanni ; dov’egli fece Cristo nel Giordano» che aspetta sanGiovanni , il quale ha preso una tazza d' acqua per battezzarlo , men-tre che un vecchio nudo lì scalza , e certi angeli preparano la veste perCristo» e sopra è il Padre» che manda lo Spirito santo al Figliuolo.(Questa finestra è sopra il battesimo in desto duomo» nel quale ancoralavorò la finestra della resurrezione di Lazzaro quatriduano, dov’ èComposizione di situ- impossibile mettere in sì poco spazio tante figure» nelle quali sicono-^{P-sce lo spavento, e lo stupire di quel popolo» ed il fetore del corpo diLazzaro, il quale sa piangere , e insieme rallegrare le due sorelle dellasua resurrezione . E in quest’ opera sono squagliamenti infiniti di co-lore sopra colore nel vetro » e vivissima certo pare ogni minima colanel suo genere . E chi vuol vedere , quanto abbia in quest’ arte potutola mano del Priore nella finestra di s. Matteo » sopra la cappella d’ essoapostolo , guardi la mirabile invenzione di questa istoria , e vedrà vi-vo Cristo chiamare Matteo dal banco, che lo seguiti, il quale apren-do le braccia per riceverlo in se , abbandona le acquistate ricchezze ,e tesori. E in questo mentre un apostolo , addormentato a pie di certescale, fi vede essere svegliato da un altro con prontezza grandissima»e nel medesimo modo vi si vede ancora un s. Piero favellare cons. Giovanni, sì belli l’uno» e l’altro» che veramente pajono divini.In questa finestra medesima sono i Tempj di prospettiva » le scale , e lefigure talmente composte , e i paesi sì proprj fatti, che mai non si pen-serà , che siano vetri, ma cosa piovuta dal cielo a consolazione degliuomini. Fece in detto luogo la finestra di sant’ Antonio, e di s. Nic-colò bellissime, e due altre, dentrovi nell* una la storia, quandoCristo caccia i vendenti del Tempio » e nell’ altra P adultera ; opereveramente tutte tenute egregie, e maravigliose . E talmente furono dilode , di carezze » e di premj le fatiche , e le virtù del Priore dagliAretini riconosciute, ed egli di tal cosa tanto contento, e sodisfat-to , che si risolvette eleggere quella città per patria , e di Franzese eh’era, diventare Aretino . Appresso considerando seco medesimo, l’artede’ vetri estere poco eterna , per le rovine , che nascono ognora insi diede alla pittura, tali opere , gli venne desiderio di darsi alla pittura, e così dagli ope-e n' ha ricompensa da rar j di quel vescovado prese a fare tre grandissime volte a fresco,gli Aretini. pensando lasciar di se memoria ; e gli Aretini in ricompensa gli fecero

dare un podere , eh’ era della fraternità di santa Maria della Miseri-cordia , vicino alla Terra, con bonissime case a godimento della vitasua ; e vollero » che finita tale opera foste stimato per un egregio arte-fice il valor di quella , e che gli operar j di ciò gli facessimo buono iltutto . Perché egli si mise in animo di farsi in ciò valere , e alla simi-imieator della «i/*-fitudine delle cose della cappella di Michelagnolo, fece le figure pergmscen%a del £o- a it eZ za grandissime . E puotè in lui talmente la voglia di farsi eccel-narroti - sente in tal’ arte , che ancorché ei fosse d’ età di cinquant’ anni , miglio-

rò di cosa in cosa di modo, che mostrò non meno conoscere , ed in-teri-