Vita di Simone detto il Cronaca . 15:1
Ebbe il Cronaca un fratello chiamato Matteo 9 che attese alla Trattilo delscultura 9 e stette con Antonio Costellino scultore 9 ed ancorché sos- su scultorese di bello 9 e buono ingegno 9 disegnaste bene 9 ed aveste buona pratica S ,ev * ,,etl ° •nel lavorare di marmo 9 non lasciò alcun’ opera finita 9 perché to-gliendolo al Mondo la morte d’anni 19. non potè adempiere quello 9phe di lui 9 chiunque lo conobbe 9 fi prometteva .
VITA
Nota Giorgio Vasari cominciaa c. 15. del tomo primo nella Vitad’ Arnolfo ad accennare , che eglia tempo di Cosimo primo raccon-ciò questo palazzo . Ma poi nellavita di Michelozzo ac. 190. piùdistesamente numera tutti i miglio-ramenti , e gli ornati, che egli vifece , e nomina la pianta, e il mo-dello , che ne fece, e l r avere a-gevolate le scale , e accresciuta, edipinta la sala &c. e finalmenteridice quasi lo stesso, che dice qui,usando fino questa stessa espressione,che se tornassero in vita quegli ar-chitetti , che da prima ebbero manonella fabbrica di questo palazzo,non lo riconoscerebbero più . Diquesta medesima opera si troverà,che il Vasari parla altre volte ,e specialmente molto a lungonella sua vita • Ne ciò si dee attri-bu re a vanagloria, e burbanza,ma ad errore di memoria, e ali'aver fatto questa opera delle vitea pezzi, e a bocconi. E in effet-to nella prima edizione manca inquesta vita del Cronaca tutta que-sta bella descrizione de' lavori fat-ti nella siila suddetta , e su aggiun-
ta da Giorgio nella stampa de’Giun-ti , non si ricordando di quantoaveva scritto in quella di Miche-lozzo. Se poi lo ripetè ne’ suoiDialoghi, il fece, perché lo richie-deva P argomento di essi, avendo-vi intrapreso a descrivere tutti jlavori, che di pittura aveva fattoin quel palazzo . Vero è , chequantunque egli se ne fossc un po-co invanito , sarebbe compatibile,perché veramente in quello cheappartiene ali’architettura, ha mo-strato un’ eccellenza maravigliosa,e un ingegno soprumano, e nellapittura una mente ampia, copio-sa , e secondissima , inarrivabile , eatta alle più vaste imprese, e unavelocità, e assiduità al lavoro, chearreca stupore a chi si sia . E se siguarderanno le pitture del soffittodella gran sala e grandi e molte, epiene di figure, si vedranno nonsolamente bene storiate, e disposte,e inventate con gran maestria,ma colorite con tal forza, e va-ghezza, che piuttosto, che del Va-sari , si reputeranno lavori de’ mi.glipjri maestri Veneziani.
Crenatai e morì