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Tomo secondo.
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162
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Terna alla patria^per le facce di Rema.

Schiz&one pittorepartendo da Romaperisce .

Patria , e natali diTimoteo della Vite .

Chiamato a Bolognaivi attende al dise-gno .

162 Terza Parte.

ed infiniti altri lavori 1 per quella città, la cui aria , e sito pare,che sia in gran parte cagione , che gli animi operino cose maravi-gliose : e 1’ esperienza sa conoscere, che molte volte uno stello uo-mo non ha la medesima maniera, nè fa le cose della medesima bontàin tutti i luoghi, ma migliori, e peggiori, secondo la qualità delluogo . Essendo Vincenzio in boniffimo credito in Roma , seguìTanno 1527. la rovina, ed il sacco di quella misera città, stataSignora delle genti ; perché egli oltre al modo dolente se ne tornòalla sua patria s. Gimignano. Laddove fra i disàgi patiti, e T amo-re venutogli meno delle cose dell' arti, estèndo suor dell’ aria, chei belli ingegni alimentando sa loro operare cose rarissime , fecealcune cose , le quali io mi tacerò, per non coprire con queste lalode, ed il gran nome, che s’aveva in Roma onorevolmente ac-quistato. Basta, che si vede espressamente, che le violenze devia-no sorte i pellegrini ingegni da quel primo obietto, e gli sannotorcere la strada in contrario, il che si vede anco in un compagnodi costui chiamato Schizzone, il quale fece in Borgo alcune cosemolto lodate, e così in Campo santo di Roma , ed in s. Stefano degT Indiani. E poi anch’ egli dalla poca discrezione de' soldati sufatto deviare dall’arte , ed indi a poco perdere la vita . Morì Vin-cenzio in san Gimignano sua patria» essendo vivuto sempre pocolieto , dopo la sua partita di Roma .

Timoteo pittore da Urbino nacque di Bartolommeo della Vite »cittadino d’onesta condizione , e di Calliope, figliuola di maestroAntonio Alberto da Ferrara , asta! buon pittore del tempo suo»secondo che le sue opere in Urbino , ed altrove ne dimostrano - Maessendo ancor fanciullo Timoteo , mortogli il padre, rimase al go-verno della madre Calliope con buono » e felice augurio, per es-sere Calliope una delle nove Muse ; e per la conformità, che hannoin fra di loro la pittura , e la poesia . Poi dunque che fu il fanciulloallevato dalla prudente madre costumatamente , e da lei incammi-nato ne i stud3 delle prime arti, e del disegno parimente , venneappunto il giovane in cognizione del Mondo, quando fioriva ildivino Raffaello Sanzio ; ed attendendo nella sua prima età ali’ ore-fice , fu chiamato da Meflèr Pier’ Antonio suo maggiore fratello »che allora studiava in Bologna, in quella nobilissima patria , acciocchésotto la disciplina di qualche buon maestro seguitasse queir arte ache pareva fosse inclinato da Natura . Abitando dunque in Bologna »nella quale città dimorò assai tempo » e fu molto onorato, e tratte-nuto in casa con ogni sorta di cortesia , dal magnifico, e nobil Mes-ser Francesco Gombruti , praticava continuamente Timoteo con_.uomini virtuosi, e di bello ingegno , perché essendo in pochi mesi ,

per

1 Tutti i qui numerati lavori ti in Borgo resta qualche vesti-rono periti, fuori che di quelli sat- gio .