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Tomo secondo.
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Tittura nell'cratoriode' Sane fi d‘ un ca-daveri) nel catalettoUdatijfima .

Torna ad Vrbino .

Opera in diverfi luo-ghi squisitamente .

164 Terza Parte.

in poco più d’ un anno fece grande acquisto , non solamente nell’arte , ma ancora nella roba ; perciocché in detto tempo rimile acasa buone somme di danari. Lavorò col maestro nella chiesa dellaPace le Sibille di sua mano 5 ed invenzione , che sono nelle lunettea man destra, tanto stimate da tutti i pittori; il che astèr mano al-cuni , che ancora si ricordano averlo veduto lavorare, e né fannofede i cartoni, che ancora si ritrovano apprestò i suoi successori.Parimente da sua posta fece poi il cataletto, e dentrovi il corpomorto, coni’altre cose, che gli sono intorno tanto lodate, nellascuola di s. Caterina da Siena ; ed ancorché alcuni Sanesi , troppoamatori della lor patria , attribuischino queste opere ad altri, fa-cilmente si conosce, eh’elleno sono fattura di Timoteo, così perla grazia, e dolcezza del colorito , come per altre memorie lasciateda lui in quel nobilissimo studio d’ eccellentissimi pittori. Ora ben-ché Timoteo stesse bene, ed onoratamente in Roma, non potendo,come molti fanno, sopportare la lontananza dalla patria , essen-dovi anco chiamato ognora, e tiratovi da gli avvisi de gli amici , eda i prieghi della madre già vecchia, se ne tornò a Orbino , condispiacere di Raffaello, che molto , per le sue buone qualità , Tatua-va . Né molto dopo , avendo Timoteo, a persuasione de' suoi, pre-so moglie in Orbino , ed innamoratosi della patria , nella quale sivedeva essere molto onorato, e che è più, avendo cominciato adavere figliuoli, fermò T animo, ed il proposito di non volere piùandare attorno, non ostante, come si vede ancora per alcune let-tere, eh’egli foste da Raffaello richiamato a Roma . Ma non perciòrestò di lavorare , e fare di molte opere in Urbino , e nelle cittàali’ intorno . In Torli dipinse una cappella insieme con GirolamoGenga sito amico, e compatriota ; e dopo fece una tavola tutta_,di sua mano, che fu mandata a Città di Castello ; ed un altra simil-mente a i Cagliesi. Lavorò anco in fresco a Castel Durante alcunecose , che sono veramente da esser lodate , siccome tutte l’altreopere di costui, le quali fanno fede, che fu leggiadro pittore nellefigure, ne’paesi , ed in tutte T altre parti della pittura. Inerbinofece in duomo la cappella di s. Martino , ad istanza del vescovo Ar-rivabile Mantovano, in compagnia del detto Genga ; ma la ta-vola dell’ altare , ed il mezzo della cappella sono intieramente dimano di Timoteo. Dipinse ancora in detta chiesa una Maddalena inpiedi, e vestita con picciol manto, e coperta sotto di capelli insino aterra , i quali sono così belli, e veri, che pare, che il vento glimuova, oltre la divinità del viso, che nell’atto mostra veramentel’amore, eh’ella portava al suo maestro. In sant’Agata è un’altratavola di mano del medesimo con astici buone figure ; ed in s. Ber-nardino fuori della città fece quella tanto lodata opera , che è a ma-no diritta ali' altare de’ Bonaventuri, gentiluomini Urbinati, nella