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Tomo secondo.
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VITA DI LORENZO DI CREDI

PITTORE FIORENTINO.

Credi su eccellenteorefice .

lo Scerpelloni gliacconcia seco Loren-zo suo figlio.

Entrej che Maestro Credi orefice ne’ suoi tem-pi eccellente lavorava in Fiorenza con molto buoncredito , e nome , Andrea Scerpelloni acconciòcon esso lui, acciocché imparasse quel mestiero ,Lorenzo suo figliuolo} giovanetto di bellissimo in-gegno } e d’ ottimi costumi. E perché quanto il

maestro era valente} e insegnava volentieri, tanto il discepolo ap-prendeva con studio } e prestezza qualunque colà se gli mostrava ;non passò molto tempo} che Lorenzo divenne non solamente dili-gente 3 e buon disegnatore , ma orefice tanto pulito} e valente ,che niuno giovane gli su pari in quel tempo ; e ciò con tanta lodelentie su detto di di Credi, che Lorenzo da indi in poi su sempre chiamato} nonCredi . Lorenzo Scerpelloni , ma di Credi da ognuno . Cresciuto dunque

T animo a Lorenzo , si pose con Andrea del Verrocchio , che alloraS' acconcio con An- P 61- un suo così fatto umore si era dato al dipignere ; e sotto lui ,drea del Verrocchio. avendo per compagni } e per amici, sebbene erano concorrenti,Pietro Perugino , e Lionardo da Vinci, attese con ogni diligenzaalla pittura. E perché a Lorenzo piaceva suor di modo la manieradi Lionardo, la seppe così bene imitare, che niuno fu , che nellapulitezza, enei finir l’opere con diligenza l’imitasse più di lui,come si può vedere in molti disegni fatti e di stile , e di penna,Imito la maniera dì ° d’ acquerello , che fono nel nostro libro , fra i quali sono alcunilionardo da vinci, ritratti da medaglie di terra , acconci sopra con panno lino incera-to , e con terra liquida , con tanta diligenza imitati, e con tantapacienza finiti, che non si può a pena credere , nonché fare. Perqueste cagioni adunque su tanto Lorenzo dal suo maestro amato, chequando Andrea andò a Venezia a gettare di bronzo il cavallo, eHtfì agente »egi' in- àtua di Bartolommeo da Bergamo, egli lasciò a Lorenzo tutto ilteresi del Verrocchio. maneggio, e amministrazione delle sue entrate , e de’ negozj, eparimente tutti i disegni, rilievi, statue , e masserizie dell’ arte.Ed ali’ incontro amò tanto Lorenzo esso Andrea suo maestro, cheoltre ali’ adoperarsi in Firenze con incredibile amore in tutte leAndò a Venezia , e co ^ e di lui, andò anco più d’una volta a Venezia a vederlo , e ren-riporto il corpo del dergli conto della sua buona amministrazione ; e ciò con tanta fo-medesmo . dissezione d’ Andrea, che se Lorenzo 1’ avesse acconsentito , egli

se Farebbe instituito erede - Nà di questo buon animo fu punto in-grato Lorenzo , poich’ egli, morto Andrea , andò a Venezia, econdusse il corpo di lui a Firenze, ed agli eredi poi consegnòciò, che si trovava in mano d’Andrea , eccetto i disegni , pitture ,

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