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Tomo secondo.
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Vita di Baldassarrs Peruzzi. Lozpiazza piena esarchi» colossi, teatri» obelischi, piramidi» tempj M nfdi diverse maniere, portici » ed altre cose tutte fatte ali’ antica »e sopra ura base è Mercurio , al quale correndo intorno tutte le sortid’Alchimisti, con soffietti, marnici, bocce, ed altri instromenti Sli * st ,e i* ueHt •da stillare, gli sanno un serviziale per farlo andar del corpo, connon meno ridicola , che bella invenzione , e capriccio . Furono

C c 2 amici»

cata al piacere di ben fare, e didistinguersi nella loro professione ,non si veggono correre dietro aldanaro . Pare per lo contrario,che gemano sopra l’indegno pro-cedere di quelli, che ne sono ti-ranneggiati , e che vi sacrificanola loro riputazione, e il loro ri-poso . E’ facile il distinguervi Raf-faello in mezzo a questa truppasapiente . La nobiltà del suo con-tegno , la sua aria dolce , la suagioventù non lascian luogo discambiarlo . Un uomo di letteregli è accanto , e prende gusto del-la sua conversazione. Un paggio,che lo seguita , e che aizza unpiccol barboncino stizzoso, presen-tandogli 1’ estremità d’ un soffiet-to , di cui il suo padrone non havoglia di servirsi , è posto qui permostrare , che Raffaello viveva—,splendidamente , e da gran signo-re . Michel’ Angelo Io precede diqualche passo , e gli parla, comeun uomo ispirato , e quegli al qua-le egli si rivolge, e che fecondo

il suo offizio di sigillatore delle_»

lettere della Santa Sede è vestitod’ un abito lungo , è fra Pallianodel Piombo , che più d’ una voltalavorò sotto la direzione di Mi-chel’ Angelo, e profittò de’ suoibuoni avvertimenti. Giovanni daUdine è precisamente dietro a que-sto ultimo artefice . Egli appog-gia una mano su la spalla di que-sto grand’ uomo , che lo proteg-geva nel medesimo tempo , cheegli sembra interrogare Raffaellosuo illustre maestro . Baldaffarre

da Siena non si è scordato di se.Egli si è rappresentato in un pia-no più remoto in atto di discor-rere con un suo amico . Egli è ri-conoscìbilissimo , perché il suo ri-tratto , benché estremamente pic-colo , non è punto differente daquello , che il Vasari ci ha dato diquesto eccellente maestro . Quan-to più ( dice il sig. Mar lette ) rin-traccio i differenti casi della sua vi-ta , tanto più mi pare , che mi siaccresca il lume , e spanda un—,nuovo chiarore sopra l’eccellentedisegno , che io spiego . Egli fupoco fornito de’beni di fortuna,e continuamente sottoposto a’suoicolpi . I grandi, e magnifici edi-fizi , che furono inalzati su’ suoidisegni , non lo poterono tirarfuori d’ uno stato bisognoso . Egliera naturalmente timido , e nonera punto al calo di far valere isuoi talenti , e vedeva tutto gior-no degli architetti d’ un meritomolto inferiore al suo inalzarsi ,e divenir ricchi, e per mezzo dipratiche segrete farsi padroni delfavore de’ Grandi. Per quanto eglidisprezzasse le ricchezze, egli nonn’ era insensibile, poiché egli nonn’era indegno . Forse in un gior-no , in cui si trovava più dispettosoe di mal umore,diede di piglio a unacarta, e vi delineò questo soggettosatirico . Chi sa , che colui, che ioho chiamato un dottore , non sia lacaricatura dell’ architetto Giulianoda Sangallo uomo avido d’aver mol-te opere , e di far gran guadagni, eche a qualunque prezzo voleva fa-re