Vita di Andrea del Sarto. 211
plice» non lasciò mai vedere in lui un certo vivace ardore , nèquella fierezza » che aggiunta ali’altre sue parti» l’arebbe fatto es-sere nella pittura veramente divino; perciocché egli mancò perquesta cagione di quegli ornamenti, grandezza * e copiosità di ma-niere » che in molt’altri pittori si sono vedute . Sona nondimenole sue figure, sebbene semplici, e pure, ben' intese , senza erro-ri , ed in tutti i conti di somma perfezione . L’ arie delle teste,così di putti, come di femmine , sono naturali » e graziole ; e quellede’giovani , e de’vecchj con vivacità , e prontezza mirabile . Ipanni belli a maraviglia » e gì’ignudi molto bene intesi ; e sebbenedisegnò semplicemente , sono nondimeno i coloriti suoi rari , everamente divini. Nacque Andrea sanno 1488. in Fiorenza , dipadre, che esercitò sempre l’arte del sarto, ond' egli su semprecosì chiamato 1 da ognuno. E pervenuto ali' età di sett’anni , 1 t- Depot primi demcn-vato dalla scuola di leggere, e scrivere, su messo ali’ arte dell' ore- u di le iz tre - *J crt ~60 Dda
occasione di troncare le vie allasa-ma , e buona fortuna , precipitan-dosi per satisfare a un desiderio d’unsuo appetito , che preHo rincresce ,onde ne seguita , che fi scaccia ilprojsmo suo da se, e che col tem-po fi viene in fastidio al Mondo ,di maniera che in cambio della lo-de , che fi spera, il tutto in danno,e in biasimo fi converte . Laonde ficonosce , che coloro , che si dolgonoche non sono nè in tutto , nè inparte rimunerati dalla fortuna , eda gli uomini , dando la colpa , cheella è nemica delia virtù ; se vo-gliono sanamente riconoscere se me-desimi , e si venga a merito per me-rito , fi troverà , che e' non /’ av-ranno conseguito più per propriodifetto , 0 mala natura loro , cheper colpa di quelli . "Perché e' nonè , che non fi vegga, se non sempre,almeno qualche volta , che sianorimunerati , e le occasioni del ser-virsi di loro ; ma il male è quellodegli uomini , i quali accecati ne'desiderj tiessi, non vogliono conosce-re il tempo , quando V occasione fipresenta loro ; che s* eglino la se-guitaffino , e ne facessero capitale ,quando ella viene , non incorrerei -
bono ne* disordini , che spesso piùper colpa di loro stessi , che per al-tra cagione fi veggono ; chiaman-dosi da lor medesimi sfortunati ; co-me fu nella Vita più che nclP artelo eccellentissimo pittore Mndrea delSarto Fiorentino-, il quale obbligatissi-mo alla "Natura per uno ingegno raronella pittura , se avesse atteso a unavita più civile , e onorata , e non tra-scurato se , e i suoi prossimi per loappetito d' una sua donna , che lotenne sempre e povero, e baso, sa-rebbe flato del continuo in Francia ,dove egli fu chiamato da quel se ,che adorava V opere sue , e ftimo-valo assai ; e lo avrebbe rinumera-to grandemente . Dove per satisfa-re al desiderio dell' appetito di lei,e di lui tornò, e visse sempre busa-mente ; e non su delle fatiche suemai , se non poveramente,sovvenu-to-, e da lei , che altro di ben nonvedeva , nella fine vicino alla mor-te su abbandonato .
1 II cognome d’Andrea era de’Vannucchi, essendoché egli su fi-gliuolo di Michelagnolo Vannucchi,e così è nominato ne’ registri de’fratelli delle due confraternite dis. Jacopo del Nicchio, e di s. Ba-
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