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Tomo secondo.
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212 Terza Parte.

fice , nella quale molto più volontieri si esercitò sèmpre ( a ciò spin-to da naturale inclinazione ) in disegnare, che in maneggiandoferri per lavorare d’ argento , o d’oro ; onde avvenne , che_-Gian Barile pittore Fiorentino, ma grosse , e plebeo, veduto ilx- tirato JaGìo.Ba. buon modo di disegnare del fanciullo , se lo tirò appresso , e fatto-r Ut alla pittura . gli abbandonare l’orefice , lo condusse ali’arte della pittura, nellaquale cominciandosi a esercitare Andrea con sito molto piacere,conobbe, che la Natura per queir esercizio l’aveva creato ; ondecominciò in assai picciolo spazio di tempo a far cose con i colori ,che Gio. Barile *, e gli altri artefici della città ne restavano mara-vigliati . Ma avendo dopo tre anni fatto bonistima pratica nel la-vorare , e studiando continuamente , s’ avvide Gio. Barile , cheattendendo il fanciullo a quello studio , egli era per fare una straor-zi acconciato con dittarla riuscita ; perché parlatone con Piero di Cosimo , tenutofhr di Cosimo. allora de i migliori pittori, che fossero in Fiorenza , acconciò secoAndrea , il quale , come desideroso d’imparare , non restava maid' affaticarsi , né di studiare . E la Natura , che 1' aveva fatto na-scere pittore , operava tanto in lui, che nel maneggiare i colori,lo faceva con tanta grazia , come se avesse lavorato cinquant’ anni ,onde Piero gli pose grandissimo amore, e sentiva incredibile pia-cere iteli' udire, che quando aveva punto di tempo , e massima-mente i giorni di festa, egli spendeva tutto il dì insieme con altrigiovani, disegnando alla sala del Papa, dov’era il cartone di Mi-chelagnolo, e quello di Lionardo da Vinci, e che superava , an-corché giovanetto, tutti gli altri disegnatori , che terrazzani, eforestieri, quasi senza fine, vi concorrevano ; in fra i quali piacque

più,

stiano, come attesta il Lineili a_»

c. 427. delle Beìlexjj di Firenze ;e oltre a questo e nel registro del-la Compagnia dello Scalzo , e inuna delle pitture di quel chiostro ,cioè in quella , che dipinse prima,la quale rappresenta il battesimo diGesù Cristo , e che perciò è di ma-niera secca , e tien molto del ta-re di Pier di Cosimo , onde sen-za toglier via questa , ridipinser»presso ad essa la medesima istoria.Nella più antica dunque fece un Aincrociata con un V. e lo stesso fe-ce nel quadro del làcrifizio d’Abra-mo , che -era in Modona , e ora èa Dresda nella galleria del re diPollonia . Nell’ edizione del Tor-rentino si legge , che Andrea nac-que 1478. e lo stesso nella 2. edi-

zione, e nella prima il Vasari nor»riportò l’epitaffio posto al sepolcrod' Andrea , che poi pose nell’ edi-zione de’ Giunti , eh’ è la secon-da , dal quale epitaffio si conosce,che Andrea nacque nel 1488. alche non avvertì il Vasari , o sor-se ebbe , o prese copia dell’ epi-taffio dopo , che aveva stampati !primi sogli di questa Vita .

1 Di questo artefice non è fat-to parola nell’Abecedario pittori-co, ma ne sa menzione il Vasarinella Vita di Raffaello a c. 120.raccontando , che sotto la direzio-ne del medesimo fece Giovannimolti intagli di legname ne’ pal-chi, e nelle porte del Vaticano,una delle quali si trova intagliatain rame, ed è bellissima .