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Tomo secondo.
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Vita del Pordekone» e d* altri . 271

maggiore stadio , e diligenza , che potette, onde riuscirono degned’eterna lode. Per queste cagioni adunque gli su da i soprastan-ti di s. Rocco data a dipignere in fresco la cappella di quella chiesa, Cappella di ». Hoccocon tutta la tribuna» perché messovi mano» fece in quest’ opera un di P ,nt(i a frese».Dio Padre nella tribuna ; e un' infinità di fanciulli » che da esso sipartono con belle » e variate attitudini. Nel fregio della detta tribu-na fece otto figure del Testamento vecchio » e negli angoli i quattroEvangelisti ; e sopra l’altar maggiore la trasfigurazione di Cristo ;e ne’ due mezzi tondi dalle bande sono i quattro dottori della chie-sa . Di mano del medesimo sono a mezza la chiesa due quadri gran-di , in uno è Cristo » che risona un’ infinità d’infermi molto benfatti » e nell' altra è un s. Cristoforo » che ha Gesù Cristo sopra lespalle . Nel tabernacolo di legno di detta chiesa , dove si conser-vano P argenterie > fece un s. Martino a cavallo con molti poveri,che porgono voti sotto una prospettiva • Quest’opera» che fu loda-tissima » e gli acquistò onore , e utile » fu cagione » che M. Jaco-po Soranzo » fattosi amico > e dimestico suo » gli fece allogare » aconcorrenza di Tiziano » la sala de’ Pregai» nella quale fece molti Dipinse la sala del

quadri di figure » che scortano al di sotto in su » che sono bellissi. fregai . e n- ebbu

me ; e similmente un fregio di mostri marini » lavorati a olio intor. P^vistone dal Sena -no a detta sala ; le quali cose lo renderono tanto caro a quel Sena-to » che mentre viste ebbe sèmpre da loro onorata provvisione. E per-ché gareggiando cercò sèmpre di sor’ opere in luoghi » dove avestelavorato Tiziano » fece in son Giovanni di Rialto un s. Giovannielemosinarlo » che a’ poveri dona danari ; e a un altare pose un qua-dro di s. Bastiamo, e s. Rocco» ed altri Santi» che fu coso bella»ma non però eguale ali’ opera di Tiziano ; sebbene molti più permalignità» che per dire il vero » lodarono quella di Gio. Antonio »

Fece il medesimo nel chiostro di s. Stefano molte storie in fresco delTestamento vecchio » ed una del nuovo » tramezzate da diverse Vir-tù , nelle quali mostrò scorti terribili di figure ; del qual modo disore si dilettò sempre * e cercò di porne in ogni suo componimen-to » e difficilissime» adornandole meglio » che alcun altro pittore.

Avendo il principe Dona in Genova fatto un palazzo fu la marina ; Condotto -» Gettovxed a Perin del Vaga pittor celebratissimo fatto sor sole » camere » e la e V pl^ er it P 1,nu ~anticamere a olio » ed a fresco » che per la ricchezza » e per la bel- ** ° r,<t 'lezza delle pitture sono maravigliosissime ; perché in quel tempoFerino non frequentava molto il lavoro, acciocché per isprone » eper concorrenza facesse quel che non faceva per le medesimo b fecevenire il Pordenone » il quale cominciò un terrazzo scoperto » dovelavorò un fregio di fanciulli con la sua solita maniera, i quali vota-no una barca piena di cose marittime » che girando fanno bellissimeattitudini. Fece ancora una storia grande» quando Giasone chiedelicenza al zio, per andare per il vesto dell’oro . MailPrencipe

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