272 Terza Parte.
vedendo il cambio, che faceva dal!' opera di Perino a quella delPorde none, licenziatolo , fece venire in suo luogo Domenico Bec-cafumi Sanese, eccellente , e più raro maestro di lui ; il quale perservire tanto Prencipe non si curò d’ abbandonare Siena sua patria ,dove sono tante opere maravigliose di sua mano ; ma in quel luogonon fece se non una storia sola , e non più, perché Perino condusseogni cosa da se ad ultimo fine. A Gio. Antonio dunque , ritornato aVa a Varata per la- Vinegia, fu fatto intendere, come Ercole duca di Ferrara avevavotare t disegm degli condotto d’ Alemagna un numero infinito di maestri, ed a quellimavu . fatto cominciare a far panni di seta , d’ ero, di filaticci , e di la-
na , secondo P uso, e voglia sua : ma che non avendo in Ferraradisegnatori buoni di figure ( perché Girolamo da Ferrara era piùatto a ritratti, ed a cose appartate, che a storie terribili, dovebisognasse la forza dell’ arte , e del disegno ) che andasse a servirequel Signore ; ond’ egli non meno desideroso d’ acquistar fama, chefacoltà, parti da Vinegia, e nel suo giugner a Ferrara dal ducafu ricevuto con molte carezze. Ma poco dopo L sua venuta , assa-lito da gravissimo affanno di petto , si pose nel letto per mezzo mor-to , dove aggravando del continuo, in tre giorni, o poco più, senzapotervisi rimediare , d’anni 56. fini il corso della sua vita. Parveciò cosà strana al duca , e similmente a gli amici di lui ; e non man-cò, chi per molti mesi credesse lui di veleno esser morto. Fu se-polto il corpo di Gio.Antonio onorevolmente, e della morte suan’ increbbe a molti, ed in Vinegia specialmente ; perciocché Gio.Antonio aveva prontezza nel dire , era amico , e compagno dimolti, e si dilettava della mistica. E perché aveva dato opera allelettere Latine, aveva prontezza, e grazia nel dire. Costui fece sem-pre le sue figure grandi, fu ricchissimo d’invenzioni, e univer-sale in fingere bene ogni cosà ; ma soprattutto su risoluto, e pron-tissimo ne i lavori a fresco Fu suo discepolo Pompon io Amalateo daAmalateosuo allieve s. Vito 1 , il quale per le sue buone qualità meritò d’esser genero deloferì in Udine . Pordenone ; il quale Pomponio , seguitando sempre il suo maestronelle cose dell’ arte , si é portato molto bene in tutte le sue opere ,come si può vedere in Udine ne i portelli de gli organi nuovi, di-pinti a olio, sopra i quali nella faccia di fuori è Cristo, che cac-cia i negozianti del tempio , e dentro è la storia della Probatica pi-scina , con la resurrezione di Laz zero. Nella chiesa di s. Francescodella medesima città è di mano del medesimo in una tavola a olio un&. Francesco , che riceve le stimate , con alcuni paesi bellissimi,ed un levare di Sole , che manda fuori di mezzo a certi razzi lu-cidissimi il serafico lume, che passa le mani, i piedi, ed il costa-to a
1 Di Pomponio Amalateo , e_, ma più ne dice il Vasari, il quale ,
v delle sue opere dà un breve rag- se non altro,indica la patria di eflo.
guaglio il Ridossi pare. 1. ac. ny.