274
Sogliam indinatissi-ne ali» manincenia .
Scolate del Credi .
&bht in concetto an-che fra Bartolommeoda s. Marco , e l’i-mit» nel colorire .
VITA DI 610. ANTONIO
S O G L I A N IPITTORE FIORENTINO.
î m
MsDJÌ
Pesse volte veggiamo negli esercizj delle lettere »e neir arti ingegnose manuali , quelli, che sonomaninconici, estere più assidui a gli studj, e conmaggior pacienza sopportare i peli delle fatiche ;onde rari sono coloro di quest’ umore , che in co-tali professioni non rieschino eccellenti, come feceGjo. Antonio Sogliam pittor Fiorentino , il qual era tanto nell’aspetto freddo , e malinconico , che parea la stessa malinconia .E potè queir umore talmente in lui, che dalle cose dell’ arte in fuo-ri , pochi altri pensieri si diede , eccetto che delle cure famiglia-ri , nelle quali egli sopportava gravissima passione , quantunque»,aveste assai comodamente da ripararsi . Stette costui con Lorenzo diCredi ali’ arte della pittura 24. anni, e con esso lui visse , onorando-lo sempre S ed osservandolo con ogni qualità d’uficj. Nel qual tem-po fattosi borrissimo pittore , mostrò poi in tutte l’opere estere fe-delissimo discepolo di quello , ed imitatore della sua maniera , co-me si conobbe nelle sue prime pitture , nella chiesa dell’ Osservanzasol poggio di s. Miniato fuori di Fiorenza , nella quale fece una ta-vola di ritratto 1 , simile a quella » che Lorenzo aveva fatto nellemonache di s. Chiara , dentrovi. la natività di Cristo 2 , non mancobuona, che quella di Lorenzo. Partito poi dal detto suo maestro »fece nella chiesa di $. Michele in orto , per l'arte de’ vinattieri,un s. Martino a olio in abito di vesoovo, il quale gli diede nome dibollissimo maestro . E perché ebbe Gio- Antonio in somma vene-razione 1 ’ opere » e la maniera di fra Bartolommeo di s. Marco, efortemente a essa cercò nel colorito d’accostarsi ; si vede in una ta-vola , eh’ egli abbozzò , e non finì, non gli piacendo, eh’ egli loimitò molto ; la quale tavola si tenne in cala mentre viste, comeinutile ; ma dopo la morte di lui, estèndo venduta per cosa vec-chia a Sinibaldo Gaddi, egli h sece finire a Santi Titi dal Borgo»allora giovinetto » e la pose in una soa cappella nella chiesa di sanDomenico da Fiesole ; nella qual tavola sono i Magi, che adoranoGesù Cristo in grembo alla Madre » e in un canto è il suo ritrattodi naturale, che lo somiglia assai. Fece poi per Madonna Alfonsi-na, moglie di Piero de’ Medici, una tavola, che fu posta per voto
sopra
1 Cioè sece una copia d’ una ta-vola del suo maestro.
2 Vedi sopra a cart. 185.