Vita di Polidoro» e Maturino. 289plicazione 3 e copia di sì belle s e capricciose fantasie 3 che uscivanoloro della mente ; le quali opere sono state imitate da infiniti, chelavorano di sì fatte opere. Fecero ancora il cortile di questa cala , esimilmente la loggia colorita di grottesehine picciole 3 che sono sti-mate divine . Iniòmma ciò 3 eh' eglino toccarono 3 con grazia 3 ebellezza infinita assoluto renderono. E s’io volessi nominare tuttel’opere loro 3 farei un libro intero de’ fatti di questi due soli, per-Jchè non è stanza 3 palazzo 3 giardino 3 nè vigna 3 dove non sienoopere di Polidoro» e di Maturino. Ora mentre3 che Roma riden- innumir abili
do s’abbelliva delle fatiche loro » ed essi aspettavano premio de' ^ ' e M *'
proprj sudori s l'invidia j e la fortuna mandarono a Roma Borbone1’anno 1527. che quella città mise a lacco; laonde so diviso la com - Succidi Rama.pagnia non solo di Polidoro 3 e di Maturino ; ma di tante migliajad’amici 3 e di parenti » che a un sol pane tanti anni erano stati inRoma. Perché Maturino si mise in fuga 3 nè molto andò 3 che da' Meri Maturino, co .disagi patiti per tale socco 5 si stima a Roma 3 che moriste di peste , me si stima, di peste.e fu sepolto in sant’Eustachio . Polidoro verso Napoli prese il cam- volidoro fuggendo a.mino 3 dove arrivato 3 estèndo quei gentiluomini poco curiosi delle Napoli quasi morì dicose eccellenti di pittura 3 fu per morirvi!! di some. Ond’egli la- f Kmt ’vorando a opere per alcuni pittori , fece in s. Maria della Grazia uns. Pietro nella maggior cappella , e così ajutò in molte cose que’ pit-tori 3 più per campare la vita 3 che per altro. Ma pur essendo pre-dicate le virtù sue 3 fece al Conte di una Volta di-
pinta a tempera 3 con alcune facciate 3 eh’è tenuta coso bellissima.
E così fece il cortile di chiaro e scuro al Signore ed in-
sieme alcune logge 3 le quali fono molto piene d’ornamento sedibellezza 3 e ben lavorate. Fece ancora in sont’ Angelo 3 allato allapescheria di Napoli 3 una tavolina a olio , nella quale è una nostraDonna 3 ed alcuni ignudi d’ anime cruciate 3 la quale di disegno 3più che di colorito 3 è tenuta bellissima . Similmente alcuni quadriin quella dell’ altar maggiore di figure intere sole » nel medesimomodo lavorate . Avvenne » che stando egli in Napoli» e veggendopoco stimata la stia virtù 3 deliberò partire da coloro 3 che più contotenevano d’ un cavallo 3 che saltasse 3 che di chi faceste con le mani lefigure dipinte parer vive ; per il che montato fu le galee 3 si trasferì aMessina } e quivi trovato più pietà 5 e più onore 5 si diede ad operare , dn Messina, trovo piòe così lavorando di continuo 3 prese ne’ colori buona e destra pratica j onort *ond’ egli vi fece di molte opere , che sono sparse in molti luoghi ; eali’ architettura attendendo 3 diede soggio di le in molte cose eh’ e’ fe-ce . Appresso nel ritorno di Carlo V-dalla vittoria di Tunisis passando fece in Messina gliegli per Messina 3 Polidoro gli fece archi trionfali bellissimi s onde archi a Carlo V, vit-n’ acquistò nome 3 e premio infinito ; laonde egli 3 che sempre ar- or,c '‘‘ t "deva di desiderio di rivedere quella Roma 3 la quale di continuostrugge coloro 3 che stati ci sono molti anni 3 nel provare gli altriP-III. O 0 paesi ;