3 02 .. Terza Parte.
che da altri insino allora solferò state fatte mai. Ma una gran par-te delle stanze, che il Rosso fece al detto luogo di Fontanabieo,sono state disfatte dopo la sua morte dal detto Francesco Primatic-cio , che in quel luogo ha fatto nuova, e maggior fabbrica 1 . La-yillìevi del Rosso, che vorarono col Rollò le cose sopraddette di stucco , e di rilievo , e fu-l'ajutarono.dt’qualt rono d a j u j f 0 p ra rutti gli a l tr i amati Lorenzo Naldino Fiorenti-de' Barbieri . NO , maestro rrancelco d Urhens, maestro Simone da Parigi, emaestro Claudio similmente Parigino , maestro Lorenzo Piccardo ,ed altri molti. Ma il migliore di tutti fu Domenico del Barbieri,che è pittore, e maestro di stucchi eccellentissimo , e disegnatorestraordinario, come ne dimostrano le sue opere stampate > che sipossono annoverare fra le migliori, che vadano attorno. I pittoriparimente, eh’egli adoperò nelle dette opere di Fontanabieo , fu-rono Luca Penisi fratello di Gio. Francesco, detto il Fattore , ilquale fu discepolo di Raffaello da Urbino : Lionardo Fiammingopittore molto valente , il quale conduceva bene affatto co’ i colorii disegni del Rollò : Bartolommeo Miniati Fiorentino , FrancescoCaccianimici, e Gio. Batista da Bagnacavallo, i quali ultimi loservirono , mentre Francesco Primaticcio andò per ordine del Rea Roma a formare il Lacoonte , 1’ Apollo , e molt’ altre anticaglierare per gettarle di bronzo. Tacerò gì’intagliatori, i maestri dilegname , ed altri infiniti, de’ quali si servì il Rosso in queste ope-re , perché non fa di bisogno ragionare di tutti, comechè molti diloro facessero opere degne di molta lode . Lavorò di sua mano ilAltre opere fitte per Rollò , oltre le cose dette , un san Michele , che è cosa rara : e alLfonnestabile fece una tavola d' un Cristo morto, cosa rara, che èa un suo luogo chiamato Escovan , e fece anco di minio a quel Recose rarissime. Fece apprestò un libro di notomie per farlo stam-pare in Francia , del quale sono alcuni pezzi di sua mano nel nostrolibro de’ disegni. Si trovarono anco fra le sue cole , dopo che sumorto , due bellissimi cartoni, in uno de’ quali è una Leda, cheè cosa singolare , e neli’ altro la Sibilla Tiburtina , che mostra a Ot-taviano Imperadore la Vergine gloriosa pon Cristo nato in collo .Ed in questo fece il Re Francesco, la Regina, la guardia, ed ilpopolo con tanto numero di figure, e sì ben fatte, che si può di-re con verità , che questa fosse una delle belle cose, che mai fa-cesse il Rosso ; il quale fu per queste opere , e altre molte , chenon si lan no, così grato al Re, eh’egli si trovava poco avanti laAve* più di mille sua morte avere più di mille scudi d’entrata, senza le provvisioniscudi d’ entrata sen- dell’ opera , eh’ erano grossissime. Di maniera , che non più da pit—zal*provisene, îore, ma da principe vivendo, teneva servitori assai, cavalcatu-
re , ed
I Anche 1’opere del Primatic- re lavorarono a Fontanablò , sonociò , e di tutti gli altri professori, per la maggior parte andate male,che eccellentemente in ogni gene- o hanno molto patito .