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Tomo secondo.
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301
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Vita del Rosso. 501

zioni. Vi è anco fra 1’ altre cose un satiro, che leva ima parted’ un padiglione, la testa del quale è di maravigliosa bellezza inquella sua strana cera caprina , e massimamente , che par, che rida ,e tutto sia festoso in veder così bel giovinetto. Evvi anco un puttoa cavallo sopra un orso bellissimo ; e molt’ altri graziosi , e belliornamenti attorno. Nell’altro è un Cupido» e Venere » con altrebelle figure . Ma quello in che pose il Rosso grandissimo studio, suil Cupido, perché finse un putto di dodici anni, ma cresciuto, edi maggiori fattezze , che di quella età non si richiede , e in tutte leparti bellissimo ; le quali opere vedendo il Re , e piacendogli som- ^ t g UÂ j a g H ' t [ a gr *-inamente, pose al Rosso incredibile affezione, onde non passò mol- zia del Re, e »■ ebbeto , che gli diede un canonicato nella santa cappella della Madon- ricehet.M . e bene-na di Parigi , ed altrettante entrate, ed utili, che il Rosso con buondì 'numero di servidori, e di cavalli viveva da signore, e facea banchet-ti , e cortesie straordinarie a tutti i conoscenti, e amici, e massi-mamente a i forestieri Italiani, che in quelle parti capitavano. Fecepoi un’altra sala , chiamata il Padiglione , perché è sopra il primo stani» detta del P/i-piano delle stanze di sopra, che viene a ette r 1’ ultima sopra tutte P al- digliont ornata btz.-tre , e in forma di padiglione ; la quale stanza condusse dal piano del meramente.pavimento fino agli arcibanchi con varj, e belli ornamenti di- stucchi,e figure tutte tonde , spartite con egual distanza , con putti, festo-ni, e varie sorte d’animali . E negli spartimenti de’ piani 1 una figuraa fresco a sedere , in sì gran numero , che in essi si veggiono figuratitutti gli Dei, e Dee degli antichi, e Gentili ; e nel fine sopra le fine-stre è un fregio tutto ornato di stucchi, e ricchissimo , ma senza pittu-re . Fece poi in molte camere , stufe , e altre stanze infinite opere purdi stucchi, e di pitture , delle quali si veggiono alcune ritratte , emandate suora in stampe , che sono molto belle , e graziose, sic-come sono ancora infiniti disegni, che il Rosso fece di saliere , va-si , conche , e altre bizzarrie , che poi fece fare quel Re tuttid’argento , le quali furono tante , che troppo sarebbe di tutte volerfar menzione - E però basti dire, che fece disegni per tutti i vasid’ una credenza da Re , e per tutte quelle cose , che per abbiglia-menti di cavalli, di mascherate, di trionfi, e di tutte l’altre co-se , che si possono immaginare, e con sì strane, e bizzarre fanta-sie , che non è possibile far meglio . Fece quando Carlo V- Impe-radore andò l’anno 1540. sotto la fede del Re Francesco in Fra n-Lavorìi* metà deglieia, avendo seco non più che dodici uomini, a Fontonableo la apparecchi fatti permetà di tutti gli ornamenti, che fece il Re fare per onorare un *emt* d$ c^r-tanto Imperadore ; e l’altra metà fece Francesco Primaticcio Bo-? on t*nablei>. ° *lognese. Male cose, che fece il Rosso d’archi, di colossi , e altrecose simili, furono , per quanto si disse allora , le più stupende ,

che

1 Ncil’ edizione de’ Giunti lo stampatore ha saltato un verso al-meno , onde non ci è senso .