Vi sedici anni feceuna tavola prodigio-sai e laverò a fresco .
In Viadana dipìnsecose a tempra dcL-jmaestro provetto .
A Tarma operò tosepngelartjfme avan-ti ai f anni .
Va a Roma .
328 Terza Parte.
che fosse nato, si può dire , con i pennelli in mano, da un canto losollecitavano , e dall’ altro , dubitando non sorse i troppo studj gliguastassero la complessione , alcuna volta lo ritiravano. Ma final-mente , essendo ali’ età di ledici anni pervenuto , dopo aver fattomiracoli nel disegno, fece in una tavola di suo capriccio un s. Gio-vanni , che battezza Cristo, il quale condusse di maniera, che an-cora chi la vede resta maravigliato, che da un putto sofie condot-ta sì bene una simil colà - Fu posta questa tavola in Parma alla Nun-ziata , dove stanno i frati de’ zoccoli. Ma non contento di questo ,si volle provare Francesco a lavorare in fresco ; perché fatta in s. Gio.Evangelista , luogo de' monaci neri di s. Benedetto , una cappella ,perché quella sorte di lavoro gli riusciva, ne fece insino a sette . Main quel tempo mandando Papa Leone X. il sig. Prospero Colonnacol campo a Parma , gli zii di Francesco dubitando non sorse perdessetempo , osi IViasse , lo mandarono in compagnia di Girolamo Maz-zuoli suo cugino 1 , anch’ egli putto, e pittore, in Viadana , luo-go del Duca di Mantova ; dove stando tutto il tempo, che duròquella guerra, vi dipinse Francesco due tavole a tempera , una del-le quali > dov’è s. Francesco j che riceve le stimate , e 5 . Chiara ,su posta nella chiesi de’frati de’zoccoli: e l’altra» nella quale èuno sposalizio di s. Caterina , con molte figure , fu posta in s. Pie-ro. Ne creda niuno» che queste siano opere da principiante , egiovane» ma da maestro» e vecchio. Finita la guerra» e tornatoFrancesco col cugino a Parma » primamente finì alcuni quadri, chealla sua partita aveva lasciati imperfetti » che sono appresso variepersone ; e dopo lece in una tavola a olio la nostra Donna col figliuo-lo in collo , s. Girolamo da vn lato, ed il beato Bernardino da Fel-tro iteli’ altro . E nella testa d’uqode’ detti ritrasse il padrone dellatavola tanto bene » che non gli manca se non lo spirito. E tutte que-ste opere condusse innanzi » che sofie d’età d’anni diciannove - Do-po venuto'in desiderio di veder Roma » come quelli » eh’ era in suî' acquistare » e sentiva molto lodar 1’ opere de’ maestri buoni,particolarmente quelle di Rafiàello » e di Michelagnolo » disse Lam-mo» e desiderio suo a’veccbjzii» a’quali parendo» che non sofiecolai desiderio se non lodevole » dissero esser contenti » ma chesarebbe ben fatto » eh’ egli aveste portato seco qualche cosa di lua ma-no » che gli faceste entratura a quei Signori» e agli artefici dellaprofessione ; il qual consiglio non dispiacendo a Francesco » fece trequadri, due piccoli » e uno assai grande » nel qual fece la nostraDonna col figliuolo in collo » che toglie di grembo a un angelo al-cuni frutti ; ed un vecchio con le braccia piene di peli » fatto conarte , e giudizio » e vagamente colorito . Oltr’ a ciò > per investi-gare
1 II P. Orlandi nell’ Abecedario fratello , o pur cugino di Fran-tesela in dubbio, se Girolamo folte cesto .