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Tomo secondo.
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Il Palma se non futcceitente.su però ac-curato ■

Molte sue aere in Venet.ia tutte b n sfitmme e colorite .

VITA DI JACOMO PALMA 1

E

LORENZO LOTTO

PITTORI VINEZIANI.

UO' tanto l’artifizio , e la bontà d’una sola, o dueopere, che perfette si facciano in quell’arte , cher uomo esercita , che per piccole , eh’ elle siano,sono sforzati gli artefici , e intendenti a lodarle,e gli Scrittori a celebrasse , e dar lode ali' ar-tefice , che 1’ ha fatte , nella maniera che faccia-mo or noi al Palma Veneziano ; il quale sebbene non fu eccellente,nè raro nella perfezione della pittura, fu nondimeno si pulito, ediligente, e so omessi alle fatiche dell’arte, che le cose sue, senon tu te, almeno ma pa te, hahno del buono , perché contraf-fanno m >lto il vivo , ed il naturale degli uomini. Fu il Palmamolto più ne i colori unito , sfa nato, e paziente , che gagliardoni disegno: e quelli rimeggiò con grazia, e pulitezza grandi di-ma 1 come fi vede in Vinegia in molti quadri , e ritratti , che fe-ce a d versi gentiluomini; de’quali non dirò altro, perché vo-glio, che mi basti far menzione d’alcune tavole, e d’una testa,che teniamo divini, e maravigliosa; l’una delle quali tavole di-pinse in s Antonio di Vinezia vicino a Castello , e l’ altra in santaElena presilo al Lio, dove i monaci di monte Olivetti hanno il loromonastero ; ed in questa, che è ali' altar maggiore di detta chiesa,fece i Magi , che otferiscono a Cristo, con buon numero di figu-re , fra le quali seno alcune teste veramente degne di lode , comeanco sono i panni, che veltono le figure , condotti con beli’ andar

di pie-

i Nacque il Palma nella terra diSerinalta Vicariato del Bergama-sco . Da giovanetto si portò a Ve-nezia , quando Tiziano fioriva nell’arte . Questi si chiama il Palmavecchio a distinzione di Jacopod’ Antonio Palma , il quale Anto-nio era nipote di questo Palma,del quale scrive qui la vita il Va-sari . Jacopo d' Antonio su chiama-to il Palma giovane , di cui scrivela vita il Ridolfi part. 2. a c. 173. eil Baldinucci dee. 1. part. 3. del

sec. 4. a c. 203. il quale per altronarrando , che si trattenne in Ro-ma otto anni , dice , che studiò ilmaraviglioso cartone di Michela-gnolo , quando per ognuno si la,che questo cartone era in Firenze.Il che osservo di passaggio, e a ca-se , ma lo noto, perché li vegga,quel che ho affermato altrove, chetatti i libri, che trattano di questematerie , sono pieni di sbagli, sba-gliando anche il diligentissimo Bal-dinucci , e in una cosa tanto nota.