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Tomo secondo.
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Vita di fra Giocondo, £d altri, 347IL (Timo libro tutte le dette iscrizioni 1 , e memorie , e lo mandò a * eee ""à deglidonare, secondo che affermano i Veronesi medesimi, al magnisi- ‘ia.t'déi suo ‘di-co Lorenzo vecchio de' Medici , col quale , come amicissimo » e stretto .fautor di tutti i virtuosi, egli, e Domizio Calderino suo compa-gno , e della medesima patria , tenne sempre grandissima servitù ;e di questo libro fà menzione il Poliziano nelle sue Mugellane *, nel-le quali si serve d’alcune autorità del detto libro, chiamando fraJocondo peritissimo in tutte l'antichità . Scrisse il medesimo soprai Comentarj di Cesare alcune osservazioni, che sono in stampa 3 ; efu il primo , che mise in disegno il ponte fatto da Cesare sopra il Primo che delineassefiume Rodano, descritto da lui ne i detti suoi Comentarj, e male •lp‘> nte fatto da ce-inteso ai tempi di fra Jocondo» il quale confessa il detto Budeo ' are -> u “ ano ’aver avuto per suo maestro nelle cose d’ architettura , ringraziando Su j ea discepolo diDio d’avere avuto un sì dotto , e sì diligente precettore sopra Vitru- fra Giocondo nell'ar-vio, come fu esso state » il quale ricorreste in quello autore infiniti chitettura .errori non stati insino allora conosciuti ; e questo potè fare agevol-mente , per essere stato pratico in tutte le dottrine » e per la cogni-zione , eh’ ebbe della lingua Greca, e della Latina. E queste , ed al-tre cose afferma esio Budeo» lodando fra Jocondo per ottimo architet-tore, aggiugnendo, che per opera del medesimo furono ritrovate perla maggior parte le epistole di Plinio » in una vecchia libreria in Trovo buona parteParigi » le quali non estendo state più in mano degli uomini, furono epistole di pli-stampate da Aldo Manuzio 4 , come si legge in una sua epistola La- n,0 ‘tina , stampata con le dette . Fece fra Jocondo » stando in Parigial servizio del re Lodovico XII. due superbissimi ponti sopra la Son- Due ponti fatti d*na » carichi di botteghe ; opera degna veramente del grand' animo e Js°fad* Stnna •di quel Re, e del maraviglioso ingegno di sta Jocondo, ondemeritò , oltre la iscrizione, che ancor oggi si vede in queste ope-re in lode sea, che il Sannazraro poeta rarissimo l’onorasse conquesto bellissimo 5 distico :

X

1 Non si fa , che queste iscrizio-ni solferò mai stampai nè che cosafoste del mss. con gramdanno del-le lettere, ma bensì dal Panviniovicinissimo a quei tempi si fa, eh’erano più di 2000. e che erano inmano di Stefano Magno . Ora unacopia è in casa del marchese Maf-sei in cartapecora . V. Verona il-lustrata!. 3. c. 136. Un esemplarene è anche in Firenze nella li-breria Magliabechiana , ma è di-retto Ludovico de Jigntllis Man -tuono arebiepifeopo Consentilo. Que-sto prelato morì nel 1499.

2 Cioè nelle Misceliam cap. 77.

x 2 Joctm-

Forse il Vasari le chiama Mugella-ne per isbaglio , o pure , che inqualche mls. le trovò così intitola-te dal Poliziano , perché forse ledistese in Casaggìuolo villa di Cosi-mo Medici in M ugello .

3 Per opera d’Aldo Manuzioilvecchio in Venezia 15x7.in sol.FraGiocondo dedicò quest’ opera aGiuliano figliuolo del Magnifico , efratello di Leon X.

4 In Venezia nel 1508. e 1514.

5 II Vasari non s’intendeva—,di distici Latini, altrimenti nonavrebbe chiamato bellissimo questo,che contiene un concettino puerile.