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Tomo secondo.
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Vita di ira Giocondo, id altri.

luogo in sul lago di Garda, dipinse due tavole nella chiese de’ zoc-colanti ; e in Malseilino, terra sopra il detto lago, fece sopra laporta d’ una chiesa una nostra Donna bellissima e in chiesa alcuniSanti, a requisizione del Fracastora 1 , poeta famosissimo, del quale vituir* misierìcs.^jera amicissimo. Al Conte Gio. Francesco Giusti dipinse , secondo. f att * ordine del

la invenzione 2 di quel Signore, un giovane tutto nudo, eccetto le Frac *s“' ra 'parti vergognose , il quale stando in fra due , e in atto di levarsi, onon levarsi , aveva da un lato una giovane bellissima , finta per Mi-nerva , che con una mano gli mostrava la Fama in alto , e con l’altralo eccitava a seguitarla i ma l’Ozio , e la Pigrizia , eh’ erano dietroal giovane, si affaticavano per ritenerlo. A bastò era una figura conviso mastinotto , e più di servo , e d’uomo plebeo, che di nobile,la quale aveva alle gomita attaccate due lumache grosse, e si stava asedere sopra un granchio; e apprestò aveva un’altra figura con lemani piene di papaveri. Questa invenzione , nella quale sono altrebelle fantasie , e particolari, e la quale fu condotta da Gio. France-sco con estremo amore , e diligenza , serve per testiera d’una let-tiera di quel Signore, in un suo amenissimo luogo detto s. Maria_.

Stella, prestò a Verona. Dipinse il medesimo al Conte Raimondodella Torre tutto un camerino di diverse storie in figure piccole. E.perché si dilettò di far di rilievo, e non solamente modelli per quel- Modellavajìgtirt-bel-le cose , che gli bisognavano , e per acconciar panni addosso , ma al- " ,me 'tre cose ancora , per suo capriccio ; se ne veggiono alcune in casadegli eredi suoi, e particolarmente una storia di mezzo rilievo » chenon è se non ragionevole. Lavorò di ritratti in medaglie» e se ne veg-giono ancora alcuni, come quello di Guglielmo Marchese di Mon-

ferrato» il quale ha per roverscio un Ercole, che ammazza.con

un motto » che dice : MonHra. domai . Ritrasse di pittura il Conte Rai-mondo della Torre , M. Giulio suo fratello » e M. Girolamo Fraca-ftoro. Ma fatto Gio. Francesco vecchio , cominciò a ire perdendo i'»nelle cose dell’ arte, come fi può vedere in senta Maria della Scala, di perfidiane.ne’ portelli degli organi, e nella tavola della famiglia de’ Movi »dov’ è un deposto di Croce » e in senta Nastasia nella cappella dis. Martino . Ebbe sempre Gio. Francesco grande opinione di se »onde non avrebbe mestò in opera » per cose del mondo, cosa ri-tratta da altri ; perché volendogli il vescovo Gio. Matteo Giberti 3

ser di-

i Girolamo Fracastoro celebre,e dotto medico, ed eccellentissimopoeta Latino , autore della Sifilidepoema Latino.

1 Questa invenzione è di Prodi-co sofista , ed è registrata in Seno-fonte . E stata anche mirabilmen-te dipinta da Annibal G ararci ne’mezzanini del palazzo Farnese, c

intagliata in rame . Carlo Marattaeziandio espresse questo medesimopensiero , il quale va parimente inistampa intagliato.

y II Giberti fu celebre per bon-tà di vita , e per dottrina . Era da-tario sotto Leon X. e Clemen-te VII. e vescovo di Verona, dicui fu segretario Francesco Berni.