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Tomo secondo.
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Disegni di Giulio Ro-mano fatti condurredal Moro per ordinedel gran vescovo Ci.berti , e rifiutati dalCarota .

diligenza per man-tener fresche le pit-ture .

Meri d' anni 76 .

•Ciò. Caroti seguitola maniera di suef alcilo -

Vece ritratti di di-versi , e fimosi.

360 Terza Parte.

far dipingere in duomo nella cappella grande alcune storie dellaMadonna , ne fece fare in Roma a Giulio Romano , suo amicissimo,i disegni , essendo datario di Papa Clemente VII. ma Gio. Fran-cesco , tornato il vescovo a Verona , non volle mai mettere que’ di-segni in opera ; laddove il vescovo sdegnato , gli fece fare a Fran-cesco detto il Moro . Costui 1 era d' opinione , nè in ciò si disco-stava dal vero , che il verniciare le tavole le guastaste » e le facestepiù tosto, che non sariano, divenir vecchie; e perciò adopera-va lavorando la vernice negli scuri, e certi oli purgati ; e cosìfu il primo , che in Verona facesse bene i paesi , perché se ne ve-de in quella città di sua mano , che sono bellissimi. Finalmente ,essendo Gio. Francesco di 7 6 . anni, si mori come buon cristia-no , lasciando assai bene agiati i nipoti, e Giovanni Caroti suofratello ; il quale, essendo stato un tempo a Venezia , dopo averatteso ali’arte sotto di lui, se n'era appunto tornato a Verona,quando Gio. Francesco passò ali’ altra vita ; e così si trovò co’ i ni-poti a vedere le cose, che loro rimasero dell’ arte ; fra le qualitrovarono un ritratto d' un vecchio armato, benissimo fatto , e co-lorito , il quale su la miglior cosa , che mai fosse veduta di manodi Gio.Francesco : e così un quadretto, dentrovi un deposto diCroce , che fu donato al sig. Spitech, uomo di grande autorità ap-presto al redi Pollonia, il quale allora era venuto a certi bagni,che sono in sul Veronese . Fu sepolto Gio. Francesco nella sua cap-pella di s. Niccolò nella Madonna dell’ Organo , eh’ egli aveva del-le sue pitture adornata.

Giovanni Caroti fratello del detto Gio. Francesco, sebbene se-guitò la maniera del fratello , egli nondimeno esercitò la pittura conmanco riputazione . Dipinse costui la siiddetta tavola della cappelladi s. Niccolò , dov’ è la Madonna sopra le nuvole, e da basto fece ilsuo ritratto di naturale , e quello della Placida sua moglie. Fece anconella chiesa di s. Bartolommeo , ali’ altare degli Schioppi, alcune si-gurette di Sante, e vi fece il ritratto di madonna Laura delli Schiop-pi , che fece sare-quella cappella , e la quale fu non meno per le suevirtù , che per le bellezze, celebrata molto dagli Scrittori di queitempi. Fece anco Giovanni a cantoni duomo, in s. Giovanni in fon-te ,Jn una tavoletta piccola, un s. Martino: e fece il ritratto dime ss. Marcantonio della Torre, quando era giovane , il quale riuscìpoi persona letterata , ed ebbe pubbliche letture in Padova » ed in

Pavia,

r Francesco Torbido, detto il in Verona nel 1470.

Moro , di cui parla poco appresso 2 Questo quadro adesso è posse-si Vasari, dal quale ricavò tutto du'to dal signor Smith consolo d’In-quel che di esso scrive nelle_, ghilterra, amante , e intelligènteVite de’pittori Veronesi il com- delle belle arti, e che appresto dimendator del Pozzo num.x. Solo ci se ne ha una raccolta degna d’undice di più la sua nascita , che seguì Principe .