Band 
Tomo secondo.
Seite
376
JPEG-Download
 

Ultima tavola , chefacesse Paolo .

Descrizione dellcissopraadetta pittura ,

Morì i li yi.anno .

Stefano Veronese pit-tor famoso » antena-to di faltonetle .

Gio-Antonio ha ope-rato in frutti , ani-mali , e miniature •

37 6 Terza Parte.

d’ un agente de’ marchesi Malefpini, che allora aveva carico dal»la Compagnia della Croce, di far fare quel!’ opera , e tutte sono bel-lissime teste - Nella medesima chiesa fece Paolo la tavola della cap-pella di s. Francesco , nella quale, che fu P ultima, che faceste,superò se medesimo . Sono in questa sei figure maggiori, che il na-turale , santa Elisabetta del terzo ordine di fan Francesco, che è bel-lissima figura , con aria ridente , e volto grazioso, e con il grembopieno di rose ; e pare , che gioisca, veggendo, per miracolo diDio , che il pane , eh’ ella siesta, gran Signora , portava a i pove-ri, suste convertito in rose, insegno, che molto era accetta a Dioquella sua umile carità di ministrare a i poveri con le proprie ma-ni . In questa figura è il ritratto d’ una gentildonna vedova dellafamiglia de’ Sacchi. L’altre figure sono s. Bonaventura cardinale, es. Lodovico vescovo , e 1’ uno , e 1’ altro frate di s- Francesco ; ap-prestò a questi è s. Lodovico re di Francia , santo Eleazzaro in abitobigio, e santo Ivone in abito sacerdotale; la Madonna poi, che èdi sopra in una nuvola con s. Francesco , e altre figure d’intorno ,dicono, non esser di mano di Paolo, ma d’un suo amico, che gliajutò lavorare questa tavola ; e ben si vede , che le dette figure nonsono di quella bontà , che sono quelle da basso ; e in questa tavolaè ritratta di naturale madonna Caterina de’Sacchi , che fece farequest’ opera . Paolo dunque , essendosi messo in animo di farsi gran-de , e famoso, e perciò facendo fatiche intollerabili, infermò, esi morì giovane di 31 . anno , quando appunto cominciava a dar sag-gio di quello, che si sperava da lui nell’ età migliore ; e certo sela fortuna non si attraversava al virtuoso operare di Paolo > farebbesenza dubbio arrivato a quegli onori supremi, che migliori, e mag-giori si possono nella pittura desiderare ; perché dolse la perdita dilui non pure agli amici, ma a tutti i virtuosi , e a chiunque lo co-nobbe, e tanto più essendo stato giovane d’ottimi costumi, e sen-za macchia d’alcun vizio . Fu sepolto in san Polo , -rimanendo im-mortale nelle bellissime opere , che lasciò.

Stefano Veronese pittore rarissimo de’suoi tempi, come si èdetto , ebbe un fratello carnale chiamato Gio. Antonio j , il qualesebbene imparò a dipingere dal detto Stefano, non però riuscì senon meno che mezzano dipintore, comesi vede nelle sue opere,delle quali non accade far menzione . Di cosini nacque un figliuolo,che similmente su dipintore di cose dozzinali, chiamato Jacopo,e di Jacopo nacquero Gio. Maria , detto Falconetto , del qualescriviamo la vita , e Gio- Antonio . Questo ultimo attendendo allapittura, dipinse molte cose in Roveretto, castello molto onoratonei Trentino , e molti quadri in Verona , che sono per le case de’

priva-

î II Commendatore del "Pozzo di Stefano , che è lo stesso, che eglichiama Gio. Maria questo fratello avea chiamato Stefano da Zevio.