Vita di tra Giocondo, îd altri. 377privati ; similmente dipinse nella valle d’Adice sopra Verona mol-te cose ; e in Sacco , riscontro a Rovereto , in una tavola , s. Nic-colò con molti animali; e molte altre , dopo le quali finalmente simorì a Rovereto, dov'era andato ad abitare . Costui fece sopra tuttobelli animali , e frutti , de’ quali molte carte miniate , e molto bel-le furono portate in Francia dal Mondella Veronese 1 , e molte nefurono date da Agnolo suo figliuolo a messer Girolamo Lioni in Ve-nezia , gentiluomo di bellissimo spirito.
Ma venendo oggimai a Gio. Maria , fratello di costui, egli Gio. Maria ingrandìimparò i principi della pittura dal padre, e gli aggrandì, e mi- ^ maniera del fa-gliorò assai, ancorché non fusse anch’egli pittore di molta riputa- ' " 'alone, come si vede nel duomo di Verona alle cappelle de' Mas-se! , e degli Emili ; e in-san Nazzaro nella parte superiore dellacupola , e in altri luoghi. Avendo dunque conosciuta costui la po-ca perfezione del suo lavorare nella pittura , e dilettandosi so-prammodo dell’ architettura ; si diede a osservare , e ritrarre con Attese ali' archìtet -molta diligenza tutte le antichità di Verona sua patria . Ritoltosi poi d^Veronà'*’*'di voler veder Roma, e da quelle maravigliose reliquie , che sono ilvero maestro, imparare l’architettura ; là se n’andò, e vi stettedodici anni intieri, il qual tempo spese , per la maggior parte ,in vedere , e disegnare tutte quelle mirabili antichità , cavando inogni luogo tanto, che potesse vedere le piante , e ritrovare tut- Suttt me ^ /„te le misure ; né lasciò cosa in Roma o di fabbrica, odimem-,»*,bra , come sono cornici, colonne , e capitelli di qualsivoglia ordi-ne, che tutto non disegnasse di sua mano con tutte le misure . Ritras-se anco tutte le sculture, che furono scoperte in que'tempi, dimaniera che dopo detti dodici anni ritornò alla patria ricchis-simo di tutti i tesori di quest’ arte ; e non contento delle cose dellacittà propria di Roma, ritraile quanto era di bello, e buono intutta la campagna di Roma , insino nel regno di Napoli, nel duca-to di Spoleto , e in altri luoghi. E perché essendo povero , non ave-va Gio. Maria molto il modo da vivere , né da trattenersi in Ro-ma , dicono, che due , o tre giorni della settimana ajutava a qual-cheduno lavorare di pittura , e di quel guadagno, essendo allora imaestri ben pagati, e buon vivere , vivea gli altri giorni della set-timana » attendendo a i suoi stud j d’architettura. Ritrasse dunquetutte le dette anticaglie, come sosterò intere » e le rappresentòin disegno ; dalle parti , e dalle membra cavando la verità , e l’in-tegrità di tutto il resto del corpo di quelli edifizj, .con sì fatte mi-sure , e proporzioni, che non potette errare in parte alcuna • Ri- Tornò a Verona , etornato dunque Gio. Maria a Verona , e non avendo occasione di d 'P m I e in ' u *’ r jP HI. B b b esercì- g '
1 Galelazzo Mondella.bravo di- to, è detto Mendelli. Fa di essoregnatore , e intagliatore di gioje . menzione il Vasari in fine dellaNelPAbecedario pittorico dell’ edi- Vita di Valerio Vicentino,rione del 1743. che lì dice correr-