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inalzata a quel supremo grado , al quale pochissimi sono arrivati,
e niuno 1' ha trapassato giammai.
Io sapeva bene alcune cose de i sopraddetti eccellenti, e nobi-li artefici Veronesi ; ma tutto quello , che n’ ho raccontato, nonavrei già saputo interamente, se la molta bontà, e diligenza delreverendo, e dottissimo fra Marco de’ Medici Veronese , e uomopraticissimo in tutte le più nobili arti , e scienze, e insieme ilDanese Cataneo da Carrara , eccellentissimo scultore, e miei ami-cissimi , non me n avellerò dato quel!’ intero, e perfetto ragguaglio,che di sopra , come ho saputo il meglio 1 S ho scritto a utile , e co-modo di chi leggerà quelle nostre Vite , nelle quali mi sono state,e sono di grande ajuto le cortesie di molti amici, che per compia-cermi , e giovare al Mondo si sono in ricercar questa cosa astiti-cati. E questo sia il fine delle Vite de i detti Veronesi , di ciascu-no de’ quali non ho potuto avere i ritratti, essendomi questa pie-na notizia non prima venuta alle mani, che quando mi sono pocomeno che alla fine dell' opera ritrovato.
i Da questa ingenua confessionedel V asari si vede , in che manieraha composte queste Vite, e che seha parlato scarsamente de' forestie-ri , è provenuto dall’ aver avutescarse le notizie , e pochi ajuti daquelli, che n’ erano stati da lui ri-cercati , e che come cittadini della
VITA
stessa patria dovevano sapere la Vi-ta , e P opere de' suoi compatriot-ti. Onde a torto viene tacciato ilVaiar! d’invidioso, quando scar-samente ha scritto de’ professorinon Toscani, il che ripeto a bellaposta.