Vita di ira Giocondo, ed altri, z35
ordine , e presenza del Fracastoro , e del Beroldi, medici ambi- s fi r terrestre , ehe
due, e cosmografi, e astrologi rarissimi, fi dovea, colorire da. Fra.n-dovevaejserfatta d*
cesco per messer Andrea Navagiero , gentiluomo Veneziano, e * r ,™£fp ra TaflorT^l
dottissimo poeta , e oratore, il quale voleva farne dono al re Fran- g £ troldiper libava-
cesco di Francia , al quale dovea per la sua repubblica andar’ orato- giero . nomini insti
re. Ma il Navagiero, essendo appena arrivato in Francia insù le L»' «
porte , si morì, e quesì'opera rimase imperfetta , la quale sarebbe
stata cosà rarissima, come condotta da Francesco, e col consiglio, e
parere di due sì grand’ uomini. Rimase dunque imperfetta , e che
fu peggio , quello , eh’ era fatto , ricevette non so che guastamente
in assenza di Francesco ; tuttavia così guasta, la comperò messer
Bartolommeo Lonichi, che non ha mai voluto compiacerne alcuno ,
ancorché ne sia stato ricerco con grandissimi preghi, e prezzo.
N’ aveva fatto Francesco innanzi a questa due altre minori, l’unadelle quali è in mano del Mazzanti arciprete del duomo di Vero-na, e 1* altra ebbe il conte Raimondo dalla Torre, e oggi l’hail.con te Gio-Batista suo figliuolo, che la tiene carissima, perchéanco questa su fatta con le misure , e assistenza del Fracastoro, ilquale fu molto famigliare amico del conte Raimondo. Francesco fi-nalmente, increscendogli la tanta diligenza, che ricercano i minj, sidiede alla pittura, e ali’architettura , nelle quali riuscì pentissi- sì diede aWarehitet-mo , e fece molte cose in Venezia , e in Padova . Era in quel tem- tur», e pittara.po il vescovo di Tornai, Fiammingo nobilissimo , e ricchissimo, ve-nuto in Italia , per dare opera alle lettere, vedere queste provin-cie , e apparare le creanze , e modi di vivere di qua ; perché tro-vandosi costui in Padova , e dilettandosi molto di fabbricare, comeinvaghito del modo di fabbricare Italiano, si risolvè di portare.,nelle sue parti la maniera delle fàbbriche nostre ; e per poter ciòfare più comodamente , conosciuto il valore di Francesco , se lotirò appresso con onorato stipendio per condurlo in Fiandra, do- Dovendo andare inve aveva in animo di voler fare molte cose onorate; ma venuto il I iandramtù.tempo di partire, e già avendo fatto disegnare le maggiori, e mi-gliori, e più famose fabbriche di qua, il poverello Francesco simorì , essendo giovane , e di bonissima speranza, lasciando il suopadrone , per la stia morte , molto dolente . Lasciò Francesco un so-lo fratello , nel quale , essendo prete, rimanè estinta la famigliada i sfibri, nella quale sono stati successivamente tre uomini 1 in que-sta professione molto eccellenti ; e altri discepoli non sono rimasi diloro , che tengano viva quesì' arte, eccetto don Giulio Clovio so-praddetto , il quale 1’ apprese , come abbiam detto, da Girolamo,quando lavorava a Caudiana , essendo lì frate , e il quale l’ha poiP. 111. C c c inalza-
li Di questi tre artefici insigni si che dice il Vasari, anzi talora dicevegga il commendator del Pozzo ; meno .benché dica pochissimo più di quel,