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Tomo secondo.
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VITA DI MARCANTONIO

BOLOGNESE,

E d’ altri intagliatori di stampe .

^ Erche’ nelle teoriche della pittura si ragionò poco

f delle stampe di rame , bastando per allora mostra-re il modo dell’ intagliar l'argento col bulino, cheè un ferro quadro, tagliato a sghembo, e che hail taglio sottile; se ne dirà ora, con 1’occasionedi questa Vita » quanto giudicheremo dover’esterea bastanza . Il principio dunque dell’ intagliare le stampe venne daMaso Finiguerra Fiorentino 1 , circa gli anni di nostra salute 1460.perché costui tutte le cose , che intagliò in argento, per empirle diniello , le improntò con terra , e gittatovi sopra solsojiquefatto ,vennero improntate » e ripiene di fumo; onde a olio mostravanoil medesimo, che 1’ argento ; e ciò fece ancora con carta umida , econ la medesima tinta, aggravandovi sopra con un rullo tondo, mapiano per tutto , il che non solo le faceva apparire stampate , mavenivano come disegnate di penna. Fu seguitato costui da staccioBaldini orefice Fiorentino 9 il quale non avendo molto disegno 9tutto quello 5 che fece, su con invenzione 9 e disegno di SandroBotticello. Questa cosa venuta a notizia d’Andrea Mantegna inRoma 9 fu cagione 9 eh’ egli diede principio a intagliare molte sueopere 9 come si disiò nella sua Vita . Bastata poi questa invenzionein Fiandra , un Martino 9 che allora era tenuto in Anverse eccel-lente pittore , fece molte cose , e mandò in Italia gran numero didisegni stampati 9 i quali tutti erano contrassegnati in questo modoM. C. z ; ei primi furono le cinque vergini stolte con le lampadespente 9 e le cinque prudenti con le lampade accese ; e un Cri-sto in croce con sen Giovanni 9 e la Madonna a’ piedi, il quale fuP. III. Fsf tanto

Maso Finiguerra in-tagliò in argento sti-ma <t ogni altr ».

Baldini orefice seguìcon disegni del Botti-cella .

Il Mantegna in Ro-ma intagliò molte /iteopere .

Martino et Anversastampò successivamen-te .

1 E'molto incerto chi fosse_ >

l’inventore dell’ intagliare . Fuattribuito a questo Maio , ma dall'eruditissimo sig. Pietro Mariette èrivocato in dubbio . V. le Letterepittoriche tom.2. a c.230. In veritàlinola , per quanto io sappia , nonsi è trovato di suo nè pure unastampa , come dice lo stesso Ma-riette ivi a c. 264. che cita due ce-lebrati stime raccolte di stampe unadel Re di Francia , e 1 ’ altra delsu Principe Eugenio , alle quali ag-

giungo quella della libreria Corsininon meno numerosa , nè meno scel-ta delle prime due . Bensì presso alGran Duca di Toscana è un librodi disegni di questo Maio ivi a 314.

2 11 P. Orlarmi ncll’ Abeceda-rio pittorico , dove spiega le mar-che degp intagliatori, a quesla_>M. C. dice: Martinus de Clef , 0Clivenjts lAuguftanus , che su unpittore d’Anversa . 11 maestro d’Alberto su Bonmartino , che sorseè quegli, che qui accenna il Vasari.