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Tomo secondo.
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4io Terza Parte.

tanto buono intaglio , che Gherardo miniatore Fiorentino si mitea contraffarlo di bulino , e gli riuscì benissimo , ma non seguitò piùoltre , perché non visse molto . Dopo mandò suora Martino in quat-tro tondi i quattro Evangelisti ; e in carte piccole Gesù Cristo coni dodici Apostoli, e Veronica con sei Santi della medesima gran-dezza , e alcune arme de' signori Tedeschi, sostenute da uomininudi, e vestiti, e da donne . Mandò fuori similmente un s. Gior-gio , che ammazza il serpente ; un Cristo , che sta innanzi a Fila-to , mentre si lava le mani ; e un transito di nostra Donna a stài gran-de , dove sono tutti gli Apostoli ; e questa su delle migliori carte ,che mai intagliaste costui. In un' altra fece sant’ Antonio 1 battutoda i diavoli , e portato in aria da una infinità di loro , in le più va-rie , e bizzarre forme, che si possano immaginare ; la qual carta tantopiacque a Michelagnolo, essendo giovinetto , che si mise a colorirla.Merto Duro perse. Dopo questo Martino cominciò Alberto Duro in Anversa 2 3 conx.tona quest' urte . più disegno, e miglior giudizio , e con più belle invenzioni, a dareopera alle medesime stampe , cercando d’imitar' il vivo , e d'ac-costarsi alle maniere Italiane, le quali egli sempre apprezzò a stài.E così , essendo giovanetto, fece molte cose, che furono tenute

belle j quanto quelle di Martino , e le intagliava di sua mano pro-

pria , legnandole col suo nome. E Fanno iZoz. mandò fuori unanostra Donna piccola j nella, quale superò Martino , e se stesso; eappresto in molte altre carte , cavalli, a due cavalli per carta , ri-'DescriiÀone di mol- tratti dal naturale , e bellissimi : e in un’ altra il figliuol prodi-

t Merta’ itÌ ^ go, il quale stando a uso di villano ginocchioni, con le mani incro-

cicchiate , guarda il cielo , mentre certi porci mangiano in un tro-golo ; e in questa sono capanne , a uso di ville Tedesche , bellissime.Fece un s. Haitiano piccolo, legato con le braccia in alto, e unanostra Donna , che siede col figliuolo in collo » e un lume di fine-stra gli dà addosso, che per cosa piccola, non si può veder meglio.Fece una femmina alla Fiamminga a cavallo , con uno staffiere a pie-di ; e in un rame maggiore intagliò una ninfa, portata via da unmostro marino , mentre alcun’altre ninfe si bagnano . Della mede-ma grandezza intagliò con sottilissimo magisterio , trovando la per-fezione » e il fine di quest’ arte , una Diana , che bastona una nin-fa , la quale si è mesta , per essere difesa , in grembo a un satiro ;nella qual carta volle Alberto mostrare , che sapeva fare gì’ ignudi.Ma ancora , che questi maestri sosterò allora in que’ paesi lodati, ne’

nostri

i Questa carta molto fresca , eben conservata è nella Raccolta

Corsini ; ed ha la marca M. bS. Viè chi la spiega Martino Zagel.

2 Credo, che debba dire No-rimberga, dove nacque Albertonel 1470. e morì nel 1528. Fu sco-lare di Bonmartino pittore , e in-

tagliator Fiammingo . La primacarta , che desse fuori Alberto funel 1497- avendo 27. anni,e rappre-sentava tre donne nude,come le treGrazie , con una palla pendente so-pra il loro capo , ricavata da unacarta d’Israel di Mecken,come ha ilSandrart,o di Mena,come ha il Bald.