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Tomo secondo.
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Vita di Giulio Romano.

Ma questo nero sa perdere , o smarrire la maggior parte delle fati-che , che vi sono dentro , concio.suchè il nero, ancorché sia ver-nicio , sa perdere il buono , avendo in iè sempre dell’alido > o siacarbone» o avorio abbruciato S o nero di fumo, o carta arsa . Fra*m Iti discepoli, eh' ebbe Giulio , mentre lavorò queste cose , i qua-li furono Bartolommeo da Castiglioni 1 , Tommaso Paperello Cor- c ’ je a j utaro .tonde, Benedetto P igni da Pescia , quelli, di cui più famigliar -Giulio neiU suimente si serviva, su Giovanni da Lione ; e Raffaello dal Colle °t trt -del borgo sin Sepolcro, l’uno, e P altro de’quali nella sala diCostantino, e nell’altre opere , delle quali si è ragionato, ave-vano molte cose ajuta to a lavorare . Onde non mi par da tacere,eh’ estendo eili molto destri nel dipignere , e molto oservando lamaniera di Giulio nel mettere in opera le cose , che disegnava loro ;eglino colorirono, col disegno di lui, vicino alla zecca vecchia inBanchi, un’ arme di papa Clemente VII., cioè la metà ciascuno dìloro , con due figure a uso di Termini, che mettono la detta armein mezzo. Ed il detto Raffaello, non molto dopo, col disegnod’ un cartone di Giulio , dipinse a fresco dentro la porta del palaz-zo del cardinale della Valle , in un mezzo tondo , una nostra Don-na , che con un panno cuopre un fanciullo , che dorme ; e da unabanda sono sant’Andrea Apostolo, e dall’altra s. Niccolò, che futenuta , con verità , pittura eccellente . Giulio in tanto essendomolto domestico di M. Baldastàrre Turin! da Pescia , fatto il di-segno, e modello , gli condussi sopra il monte Janicolo 2 , dovesono alcune vigne , che hanno bellissima veduta , un palazzo con '

tanta grazia , e tanto comodo per tutti quelli agi, che si polsinoin un sì fatto luogo desiderare, che più non si può dire ; ed oltreciò, furono le stanze non solo adornate di stucchi, ma di pitturaancora , avendovi egli stesso dipinto alcune storie di Numa Pom-pilo , eh’ ebbe in quel luogo il suo sepolcro . Nella stufa di questo

palaz-

sta tavola in sagrestia . Provò delnocumento nella parte inferioreper un’inondazione del Tevere,ma su passabilmente restaurata,rimanendo intatte le figure. Mapochi anni fono , essendo stata ab-bellita la cappella dell' altar mag-giore con tutto il presbiterio, èstata collocata fui detto altare latavola di Giulio , ma prima 1' èstata data una vernice , e fatto nonso che altro, in maniera che nonò più quella . E benché allora achi non intende, paresse ravvivata,chi intendeva , la credette perdu-

ta ; e ben ora si vede , perché ognigiorno diventa più nera , oltrel’essersi fin da principio perdute letinte di Giulio .

1 Di costui non si fa , che ci siapittura alcuna al pubblico , purebisogna dire , che fosse valentuo-mo , dacché Giulio se ne prevalevaper farsi ajutare . Lo stesso si puòdire di Tommaso Paperello , e diBenedetto Pagni , il quale fu an-che da Giulio condotto seco a_>Mantova .

2 Al presente questo casino èposseduto dal sig. duca Lante .