4-56 Terza Parte.
palazzo dipinse Giulio alcune storie di Venere , d' Amore, e_»d’ Apollo, e di Giacinto , con 1' ajuto de’ suoi giovani, che tuttesono in istampa. Ed essendosi del tutto divilb da Gio. Francesco ,fece in Roma diverse opere d’ architettura, come fu il disegno del-la casa degli Alberin! in Banchi , sebbene alcuni credono , chequell’ ordine venisse da Rastrello ; e così un palazzo , che oggi sivede sopra la piazza della dogana di Roma , che è stato , per esseredi beli’ ordine , posto in istampa . E per se fece sopra un canto delmacello de’Corbi j dov’ era la sua casa, nella quale egli nacque,un bel principio di finestre, il quale per poca cosa , che sia , èmolto grazioso ; per le quali sue ottime qualità , essendo Giulio ,dopo la morte di Raffaello, per lo migliore artefice d’Italia cele-brato , il conte Baldassarre Castiglioni, che allora era in RomaVi a'servigi ambasciadore di Federigo Gonzaga, marchese di Mantova , edgnor di Muntevi • amicissimo, come s’è detto, di Giulio; essendogli dal Marchesesuo signore comandato, che procacciasse di mandargli un archi-tettore per servirsene ne’bisogni del suo palagio, e della città;e particolarmente , eh’ arebbe avuto carissimo Giulio ; tanto adope-rò il conte con prleghi, e con promesse, che Giulio disse, cheanderebbe ogni volta , pur che ciò susse con licenza di papa Clemen-te ; la quale licenza ottenuta, nell’ andare il conte a Mantova »per quindi poi andare , mandato dal Papa , ali’ Imperadore , menòAccolto dui Marche- Giulio seco ; ed arrivato , lo presentò al Marchese , che dopo moltese. carezze, gli fece dare una casa fornita onorevolmente , e gli ordinò
provvisione , ed il piatto per lui, per Benedetto Bagni suo creato ,e per un altro giovane , che lo serviva; e che è più , gli mandò ilMarchese parecchie canne di velluto , e raso, altri drappi , epanni per vestirsi. E dopo intendendo, che non aveva cavalcatu-ra, fattosi venire un suo favorito cavallo chiamato Ruggieri, glselo donò; e montato, che Giulio vi su sopra , se n’andarono fuoridella porta di s. Bastiano , lontano un tiro di balestra , dove stiaF ,bòrica bellissima Eccellenza aveva un luogo , e certe stalle , chiamato il Te in mezzodel r. a una prateria, dove teneva la razza de’suoi cavalli, e cavalle ; e
quivi arrivati, disse il Marchese , che arebbe voluto, senza gua-stare la muraglia vecchia , accomodare un poco di luogo da po-tervi andare , e ridurvi!! tal volta a desinare , o a cena per ispasso •Giulio , udita la volontà del Marchese , veduto il tutto , e levatala pianta di quel sito, mise mano ali’opera ; e servendosi dellemura vecchie , fece in una parte maggiore la prima sala, che sivede oggi ali’ entrata col seguito delle camere , che la mettono inmezzo. E perché il luogo non ha pietre vive , né comodi di caveda potere far conci, e pietre intagliate, come fi usa nelle muraglieda chi può farlo, si servì di mattoni, e pietre cotte , lavorando-le poi di stuccco ; e di questa materia fece colonne , basi , capitel-