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Tomo secondo.
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Vita di Giulio Romano . 45$

done egli fatto , per modo di dire, le some. E basti, che gli f«tanto facile ogni cosa dell' arte, e particolarmente il disegnare,cbe non ci è memoria di chi abbia fatto più di lui . Seppe ragionareGiulio , il quale su molto universale , d’ogni cosa , ma sopra tuttodelle medaglie, nelle quali spese aliai danari, e molto tempo peraverne cognizione ; e sebbene fu adoperato quasi sempre in cosegrandi, non è però , eh’ egli non mettesse anco talor mano a co-se menomissime per servigio dei suo Signore , e degli amici. Nèaveva sì tosto uno aperto la bocca per aprirgli un suo concetto ,che 1’ aveva inteso , e disegnato . Fra le molte cose rare, che ave-va in cala sua , vi era in una tela di rensa sottile il ritratto naturaled’ Alberto Duro, di mano di esso Alberto , che lo mandò , comealtrove fi è detto 1 » a donare a Raffaello da Urbino ; il qual ritrattoera cosa rara , perché essendo colorito a guazzo con molta diligen-za , e fatto d' acquerelli, 1' aveva finito Alberto senza adoperarebiacca, e in quel cambio si era servito del bianco della tela , dellefila della quale sottilissime aveva tanto ben fatti i peli della bar-ba , eh’ era cosa da non potersi immaginare , non che fare , e al lu-me traspariva da ogni lato ; il qual ritratto, che a Giulio era ca-rissimo , mi mostrò egli stesso per miracolo , quando , vivendo lui,andai per mie bisogne a Mantova. Morto il duca Federigo, dal Per la morte del due*

quale , più che non si può credere , era stato amato Giulio , se ne tederi S 0 Gioito fa

^ i C j- - , ^ trattenuto dal fard,

travagliò di maniera, chèli iarebbe partito di Mantova, le il car- Q on ^aga.

dittale fratello del Duca , a cui era rimase il governo dello Stato,per essere i figliuoli di Federigo piccolissimi , non l’aveste.*ritenuto in quella città, dove aveva moglie, figliuoli, case, vil-laggi , e tutti altri comodi, che ad agiato gentiluomo sono ri-chiesti . E ciò fece il cardinale , oltre alle dette cagioni, per servirsidel consiglio , e ajuto di Giulio in rinnovare , e quasi far di nuo-vo tutto il duomo di quella città . A che mestò mano Giulio , Io con-dusse assai innanzi con bellissima forma . In questo tempo Giorgio Vasari accolte d*-iVasari, eh’ era amicissimo di Giulio, sebbene pon si conoscevano Giulio vide le sue »se non per fama , e per lettere , ne 11’ andare a Venezia , fece la via ^ er? 'per Mantova per vedere Giulio, e l’opere sue. E così arrivatoin quella città , andando per trovar 1’ amico , senza essersi mai ve-duti, scontrandosi funi’altro si conobbero non altrimenti, chese mille volte lusserò stati insieme presenzialmente ; di che ebbeGiulio tanto contento, e allegrezza, che per quattro giorni non se lostaccò mai, mostrandogli tutte 1’opere sue, e particolarmente tut-te le piante degli edifizi antichi di Roma , di Napoli , di Forino-lo , di Campagna , e di tutte 1’ altre migliori antichità, dì chefi ha memoria , disegnate parte da lui, e parte da altri • Dipoi,aperto un grandissimo armario, gli mostrò le piante di tutti gliedilizj, eh’erano stati fatti con stipi disegni, e ordine, non sedoP- III • Nnn in

x Qui addietro a c. nz.