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Tomo secondo.
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VITA DI SEBASTIANO

VENEZIANO

FRATE DEL PIOMBO , E PITTORE.

ON su, secondo che molti affermano, la primaprofessione di Sebastiano la pittura , ma la musica; Attese ne'suoi primiperché oltre al cantare , si dilettò molto di fonar ann i alla musica .varie forte di suoni, ma sopra il tutto di liuto 3 personarsi in su quello stromento tutte le parti sena'altra compagnia ; il quale esercizio fece costui es-sere un tempo gratissimo a’ gentiluomini di Venezia S con i quali scome virtuoso 3 praticò sempre dimesticamente . Venutagli poi vo-glia 3 essendo anco giovane , d’ attendere alla pittura S apparò iprimi principi da Gio. Bellino , allora vecchio . E dopo lui 3 aven- Poi alla pittura sot-do Giorgione da Castel Franco messi in quella città i modi della ma - t0 . ^ - e G,er -

Diet a moderna più uniti, e con certo fiammaggiare di colori 3 Se- S ‘" ne '

Falliano si partì da Giovanni, e si acconciò con Giorgione 3 colquale stette tanto 5 che prese in gran parte quella maniera ; ondefece alcuni ritratti in Vinegia di naturale molto simili, e fra glialtri quello di Verdelotto Franzese 3 musico eccellentissimo 3 di'era allora maestro di cappella in s. Marco ; e nel medesimo quadroquello di Ubretto suo compagno cantore , il qual quadro recò a Fio-renza Verdelotto 3 quando venne maestro di cappella in s. Giovan-ni 3 e oggi F ha nelle sue case Francesco Sangallo scultore - Fece

anco in que’ tempi in s. Giovanni Grisostomo di Venezia una ta- ,

, , ... .. Imitava a maravt-

vola con alcune figure 3 che tengono tanto della maniera di Gior - gu a il maejlro.

gioite 3 eh' elle sono stare alcuna volta, da chi non ha molta cognizio-ne delle cose dell’ arte, tenute per di mano di esso Giorgione; la qualtavola è molto bella, e fatta con una maniera di colorito, che ha granrilievo . Perché spargendosi la fama delle virtù di Sebastiano, Ago-stino Ghigi Sanefe, ricchissimo mercante, il quale in Vinegia aveamolti negozj 5 sentendo in Roma molto lodarlo, cercò di condurloa Roma , piacendogli, oltre la pittura, che sapesse così ben sonare diliuto , e fosse dolce, e piacevole nel conversare . Né fu gran faticacondurre Bastiano a Roma, perché sapendo egli, quanto quella patriacomune sia sempre stata ajutatrice de’ belli ingegni, vi andò piùche volentieri . Andatosene dunque a Roma, Agostino lo mise in chiamato a Romaniopera , e la prima colà, che gli faceste fare , furono gli archetti, 4 »! chìfi dipinse nelleche sono in su la loggia, la quale risponde in sul giardino, dove Bal--^* '

da star re Sanese aveva, nel palazzo di detto Agostino in Trastevere,tutta la volta dipinta ; ne i quali archetti Sebastiano fece alcune poe-sie di quella maniera, eh’ aveva recato da Vinegia, molto disformo

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