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Tomo secondo.
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da quella, che usavano in Roma i valenti pittori di que*tempi.Dopo quei!’opera, avendo Raffaello fatto in quel medesimo luogouna storia di Galatea , vi fece haitiano » come volle Agostino , unPoiisemo 1 in fresco allato a quella , nel quale , comunque gli riu-scisse , cercò d'avanzarsi più che poteva , spronato dalla concorren-za di Baldaflàrre Sanefe , e poi di Rastrello. Colorì similmente alcu-ne cose a olio , delle quali fu tenuto, per aver' egli da Giorgione im-parato un modo di colorire assai morbido , in Roma grandiiiìmo con-(jpinnne , che Ras to . Mentre , che lavorava costui queste cose in Roma, era venuto in^ualch^tofa^fl Bo- tant0 credito Raffaello da Urbino nella pittura, che gli amici, e ade-ìixrreti. renti suoi dicevano, che le pitture di lui erano fecondo l ordine della

pittura, più che quelle di Michelagnolo, vaghe di colorilo, belle d'in-venzioni , e d’arie più vezzose , e di corrispondente disegno ; e chequelle del Bonarroti non avevano, dal disegno in fuori, niuna di que-ste parti .E per queste cagioni giudicavano questi cotali,Raffaello es.sere nella pittura , se non più eccellente di lui , almeno pari ; ma neicolorito volevano , che ad ogni modo lo passasse Questi umori semi-nati per molti attesici, che più aderivano alla grazia di Raffaello ,che alla profondità di Michelagnolo, erano divenuti, per diversiinteressi, più favorevoli nel giudizio a Raffaello , che a Michela-gnolo . Ma non già era de' seguaci di costoro Sebastiano, perchéessendo di squisito giudizio, conosceva appunto il valore di cia-Sehflìano aderì al senno . Destatosi dunque V animo di Michelagnolo verso Sebastiano »Roaarroii ■ dal epaa- perché molto gli piaceva il colorito , e la grazia di lui, lo prese inle fa ajatat », protezione, pensando , che s'egli usasse l’ajuto del disegno inSebastiano , si potrebbe con questo mezzo, senza di' egli operas-se , battere coloro, che avevano sì fatta opinione , ed egli sott’ombra di terzo giudice, quale di loro fosse meglio. Stando le cosein questi termini , ed essendo molto, anzi in infinito , inalzate, eiodate alcune cose , che fece Sebastiano, per le lodi, che a quelledava Michelagnolo , oltre eh' erano per se belle , e lodevoli;Un messer non so chi da Viterbo, molto riputato appresso al Papa,fece fare a Sebastiano, per una cappella, che aveva fatta fare ins. Francesco di Viterbo , un Cristo morto con una nostra Donna,che lo piange . Ma perché , sebbene fu con molta diligenza finito daSebastiano , che vi fece un paese tenebroso molto lodato , l’inven-zione però , e il cartone fu di Michelagnolo. Fu quell’ opera te-nuta da chiunque la vide veramente bel istima , onde acquistò Se-Cappella di s.Vietr» disiano grandissimo credito , e confermò il dire di coloro, che lo^daìîa^tano 1 co^dîfe- favorivano . Perché , avendo Pier Francesco Borgherini, mercanteinod'tMiibtlagMo. Fiorentino, preso una cappella in s. Piero in Molitorio, entrando

in

i II Poiisemo di fra Bastianoè Gli archetti si fono conlèrvati, maandato male , e ve n è stato rifatto alquanto scoloriti.un altro da un pittore dozzinale .