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Tomo secondo.
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472
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Tasso avanti in eredito , morto Rajfael-le , a tutti gli altripittori .

No» condusse mai afine la cappella delGhigi .

Pittura alla Pace lasciata imperfetta .

472 Terza Parte.

in alcune parti di Michelagnolo ; le quali tavole finite, furonoamendue pubblicamente in concistoro poste in paragone, e ? una ,e 1' altra lodata infinitamente . E benché le colè di Raffaello , perl’estrema grazia» e bellezza loro , non avellerò pari, furono non-dimeno anche le fatiche di Sebastiano universalmente lodate daognuno. L’ una di queste mandò Giulio cardinale de’ Medici inFrancia a Narbona al suo vescovado , e 1' altra fu posta nella Can-celleria » dove stette insino a che fu portata a lan Piero a Merito-rio con 1’ ornamento» che vi lavorò Giovan Barile . Median-te quest’ opera » avendo fatto gran servitù col cardinale » meritòSebastiano d’ estèrne onoratamente rimunerato nel pontificato diquello . Non molto dopo, estèndo mancato Raffaello , ed estendoil primo luogo nel!’ arte della pittura conceduto universalmenteda ognuno a Sebastiano » mediante il favore di Michelagnolo,Giulio Romano » Gio. Francesco Fiorentino » Ferino del Vaga ,Polidoro » Maturino» Baldastarre Sanefè » e gli altri rimasero tuttiaddietro . Onde Agostin Ghigi, che con ordine di Raffaello fa-ceva fare la sua sepoltura » e cappella in santa Maria del Popolo,convenne con Bastiamo » eh’ egli tutta gliela dipignestè . E cosìfatta la turata » si stette coperta » senza che mai suste veduta » in-sino 1 ali’ anno 1 554- nel qual tempo si risolvette Luigi» figliuolod’Agostino » poiché il padre non 1’ aveva potuta veder finita » vo-ler vederla egli. E così allogata a Francesco Salviati la tavola » e lacappella » egli la condusse in poco tempo a quella perfezione » chemai non le potè dare la tardità» e l’irresoluzione di Sebastiano»il quale , per quello che si vede » vi fece poco lavoro » sebbene sitrova» eh’egli ebbe dalla liberalità d’Agostino » e degli eredi»molto più che non se gli farebbe dovuto » quando 1’ aveste fini-ta del tutto » il che non fece » o come stanco dalle fatiche dell’arte » o come troppo involto nelle comodità » e in piaceri. Il me-desimo fece a M. Filippo da Siena » chierico di camera » per lo qua-le nella Pace di Roma» sopra P altare maggiore, cominciò unastoria a olio fui muro » e non la finì mai. Onde i frati, di ciò di-sperati , furono costretti levare il ponte » che impediva loro la chie-sa » e coprire quel!’ opera con una tela , e avere pazienza » quantodurò la vira di Sebastiano ; il quale morto , scoprendo i frati P ope-ra » si è veduto » che quello » che è fatto » è bellitlima pittura ; per-ciochè dove ha fatto la nostra Donna , che visita santa Elisabetta »vi sono molte femmine ritratte dal vivo » che sono molto belle , efatte con somma grazia. Ma vi si conosce » che quest’ uomo dura-va

1 Si noti, che Raffaello morì fan- palco per dipignere nella chiesa del-noijzo. onde bisogna credere, che la Pace ; ma quelle pitture , che ilquella cappella stesse molti, e mei- Vasari dice, avervi cominciate frati anni coperta ; come altresì il Bastiano, sono perite ,