Vita di Sebastiano Veneziano. 477ha inai mollo 1 , ed ha la medesima vivezza , e colore , che il pri-mo giorno ; perché usava costui questa così fatta diligenza, che fa-ceva Parricciato groflò della calcina, con mistura di mastice» e ma. chetan
pece greca , e quelle insieme fondute al fuoco» e date nelle mura ,faceva poi spianare con una mescola da calcina fatta rossa » ovverorovente al fuoco ; onde hanno potuto le lue cose reggere ali’ umido»e conservare benissimo il colore senza far far loro mutazione . E conla medesima mestura ha lavorato sopra le pietre di peperigni » dimarmi » di mischi, di porfidi » e lastre durissime » nelle quali pos-sono lunghissimo tempo durare le pitture ; oltre che ciò ha mostra-to » come fi possa dipignere sopra l’argento » rame , stagno » ed al-tri metalli. Questo uomo aveva tanto piacere in stare ghiribizzan-do » e ragionare , che si tratteneva i giorni intieri per non lavora-re ; e quando pur vi si riduceva » si vedea » che pativa dell’ animoinfinitamente : da che veniva in gran parte» ch’egli aveva opinione ,che le cose sue non si potessimo con verun prezzo pagare. Fece peril cardinale d’Aragona » in un quadro , una bellissima s. Agata ignu- Sant , Agata ; ^
da » e martirizzata nelle poppe , che fu cosa rara ; il qual quadro è dipinta daini.oggi nella guardaroba del sig. Guidobaldo duca d’Urbino 2 » e nonè punto inferiore a molti altri quadri bellissimi, che vi sono di manodi Raffaello da Urbino » di Tiziano » e d’altri. Ritraile anche dinaturale il sig. Piero Gonzaga in una pietra. » colorito a olio» chefu un bellissimo ritratto » ma penò tre anni a finirlo. Ora essendo inFiorenza» al tempo di papa Clemente » Michelagnolo , il quale at-tendeva ali’ opera della nuova sagrestia di s. Lorenzo > voleva Giu-liano Bugiardini 3 fare a Laccio Valori, in un quadro, la testa dipapa Clemente , ed esso Laccio : e in un altro, per IVI. Ottavianode’ Medici » il medesimo Papa , e l’arcivescovo di Capua ; perchéMichelagnolo mandando a chiedere a fra Sebastiano, che di sua ma-no gli mandasse da Roma , dipinta a olio, la testa del Papa , egline fece una, e gliela mandò, che riuscì bellissima. Della quale,poi che si fu servito Giuliano , e eh’ ebbe i suoi quadri finiti, Mi-chelagnolo » eh’ era compare di detto M. Ottaviano, glie ne feceun presente. E certo di quante ne fece fra Sebastiano, che furono Ritrasse di nuovo ot-molte, questa è la più bella testa di tutte , e la più somigliante , co- tintamente Rapa, ete-rne £ può vedere in casa degli eredi del detto M. Ottaviano. Ri- mente, e Paolo ili.trasse il medesimo , papa Paolo Farnese, sùbito che fu fatto sommoPontefice , e cominciò il duca di Castro suo figliuolo, ma non lo
finì,
1 Se il Vasari vedesse ora quel- stato. I quadri d’Urbino andaro-
la pittura , o 1’ avesse veduta an- no a Firenze alla Granduchessa..»che molti anni indietro, non avreb- Vittoria moglie di Ferdinando ILbe scritto così, perch’ella è molto ultima della Casa della Rovere,annegrita. 5 Di quello pittore si trovala
2 Ora non si sa che cosa ne sia Vita in questo tomo più giù .