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Tomo secondo.
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490 Terza Parte.

mezzodì questi» due patti» che tengono 1arme del cardinale ,con bella loggia di feudo, i quali » oltre l'estere dipinti, che pajo-no di carne > mostrano ancor esser di rilievo - Sono sotto spartitenella volta quattro storie » dividendole la crociera » cioè gli spi-goli delle volte . Nella prima è la concezione d essa nostra Don-na ; nella seconda è la natività sua ; nella terza è » quando ella fa-glie i gradi del Tempio ; e nella quarta » quando s. Giuseppo la spo-sa . In una faccia » quanto tiene s arco della volta » è la sua Visita-zione » nella quale sono molte belle figure , e massimamente alcu-ne » che sono salite in su certi basamenti » che per veder meglio lecerimonie di quelle donne , stanno con prontezza molto naturale ;oltra che i casamenti, e 1' altre figure hanno del buono » e del bel-lo in ogni loro atto . Non seguitò più giù , venendogli male » eTer tma di peste par- guarito cominciò l'anno 1523- la peste » la quale su di fatta sortau da Roma . j n R oma , c j] e z' egli volle campar la vita » gli convenne far pro-

posito partirsi . Era in questo tempo in detta città il Piloto ore-fice » amicissimo > e molto famigliare di Perino , il quale aveva vo-lontà partirsi ; e così desinando una mattina insieme » persuase Pe-rino ad allontanarsi, e venire a Fiorenza, attesoché egli era molti an-ni , eh egli non ci era stato » e che non farebbe se non grandissimoonor suo farsi conoscere , e lasciare in quella qualche segno dell' ec-cellenza sua. E ancorché Andrea de Ceri , e la moglie , che lave-vano allevato , fossero morti ; nondimeno egli, come nato in quelpaese , ancorché non ci avesse niente , ci aveva amore . Onde nonpassò molto, eh egli, e il Piloto una mattina partirono, e in ver-so Fiorenza ne vennero : e arrivati in quella , ebbe grandissimo pia-cere riveder le cose vecchie dipinte da maestri passati, che già glifurono studio nella sua età puerile » e così ancora quelle di que mae-stri , che vivevano allora » de più celebrati, e tenuti migliori inquella città , nella quale, per opera degli amici, gli fu allogatoun lavoro, come di sotto si dirà 1 . Avvenne, che trovandosi ungiorno seco » per fargli onore , molti artefici, pittori, scultori,architetti, orefici, e intagliatori di marmi , e di legnami, chesecondo il costume antico si erano ragunati insieme , chi per vede-re » e accompagnare Perino , e udire quello , eh ei diceva : e mol-Contesa che pochi ti per vedere , che differenza fosse fra gli artefici di Roma, e quel-modemi arrivino a fi di Fiorenza nella pratica : e i più v erano per udire i biasimi,Mostaccio . e j e lode , che sogliono spesso dire gli artefici lun dell altro . Av-

venne , dico, che così ragionando insieme duna cosa in altra ,pervennero, guardando 1 opere e vecchie , e moderne per lechiese , in quella del Cannine per veder la cappella di IVI affac-cio ; dove guardando ognuno fisamente » e moltiplicando in varjragionamenti in lode di quel maestro, tutti affermarono , maravi-gliarsi , eh egli avesse avuto tanto di giudizio, eh egli in quel tem-po,

1 Cioè la storia de martiri a cart. 492.