Vita di Domenico Beccafumi. 517
sta storia , è un fregio di figure in gran numero , il quale è compostocon tanta grazia , e disegno , che più non si può dire : ed in questoè Moisè , il quale percotendo la pietra nel deferto , ne fa scaturirer acqua , e dà bere al popolo assetato ; dove Domenico fece per lalunghezza di tutto il fregio disteso f acqua del fiume, della qualein diversi modi beve il popolo con tanta e vivezza , e vaghezza ,che non è quasi possibile immaginarsi le più vaghe leggiadrie , e bel-le , e graziose attitudini di figure , che sono in quella storia : chi sichina a bere in terra , chi s inginocchia dinanzi al fallò , che versar acqua : chi ne attigue con vasi , e chi con tazze , ed altri final-mente bee con mano. Vi fono oltre ciò alcuni, che conduconoanimali a bere con molta letizia di quel popolo . Ma fra l’altre cosevi è maraviglioso un putto , il quale preso un cagnolo per la testa ,e pel collo, lo russa col muso nelfacqua, perché bea; e quellopoi , avendo bevuto, scrolla la testa tanto bene , per non voler piùbere , che par vivo Ed infomma questa fregiatura è tanto bella ,che, per cola in questo genere , non può esser fatta con più artifizio ,attesoché l’ombre , e gli sbattimenti, eh' hanno queste figure , sonopiuttosto maravigliosi , che belli . Ed ancoraché tutta quest’operaper la stravaganza del lavoro sia bellissima , questa parte è tenuta lamigliore, e più bella . Sotto la cupola è poi un par ti men to esàgono,eh’ è partito in fette esagoni, e ,ei rombi : de’ quali esagoni ne finìquattro Domenico, innanzi che moriste, facendovi dentro le storie,e iàgniizj d’ Elia , e tutto con molto suo comodo , perché quest'ope-ra fu lo studio , ed il passatempo di Domenico 1 , né mai la dismessedel tutto, per altri suoi lavori. Mentre dunque, che lavorava^,quando in quella , e quando altrove , fece in s. Francesco a manritta , entrando in chiesa , una tavola grande a olio , dentrovi Cri-sto, che scende glorioso al Limbo a trarne i fanti Padri ; dove framolti nudi è un’ Eva belliiîima ; ed un ladrone , eh’ è dietro a Cri-sto con la croce, è figura molto ben condotta ; e la grotta del Lim-bo , e i demonj, e fuochi di quel luogo sono bizzarri affatto . E per-ché
1 II pavimento qui descrìtto fuintagliato in legno eccellentemen-te da Andreasso ; ed essendo questecarte molto rare, su fatto intaglia-re in Roma di forma più piccoladall’ Ab. Lelio dosarti gentiluomoSenese , e perito molto nelle bellearti, essendosi servito d’ un Gab-buggiani Fiorentino commorantein Roma , il quale rimagliò purein rame le miniature antichissime ,che fono nel Virgilio Vaticano da-to fuori dalla Calcografia camera-
le con le medesime miniature ,ma intagliate da Pietro Santi Bar-toli , i cui rami avea creduto ilGabbuggiani essersi perduti . Mavedendogli venire alla luce , se neafflisse , vedendo d’ aver perdutoil tempo , e la fatica , non poten-do stare il suo intaglio a confron-to con 1’ eccellentiilìmo intagliodi Pietro Santi. Il che ho volutonotare , perché chi si provvede diquesto Virgilio , non prenda P unoper 1’ altro.