Tncamminato verseal Monte Sanjovinomuore in Arene .
Entrata lasciata aPratesi per testamen-to dal Gtuntalocchi.
5zS Tersa Part e.
dine dal Papadi far principiare le dette fabbriche , raccomandòmolto a sua Santità Niccolò Soggi , pregando, che gli sofie datocura d’.essere soprastante a queìl’ opere ; onde andato Niccolò adArezzo con queste speranze , non vi dimorò molti giorni, che strac-co dalle fatiche di questo Mondo » dagli stenti, e dal vedersi ab-bandonato da chi meno dovea farlo , finì il corso della sua vita, edin s. Domenico di quella città fu sepolto . Nè molto dopo , Dome-nico Gjuntalocchi, essendo morto don Ferrante Gonzaga , si par-tì di Milano , con intenzione di tornarsene a Prato, e quivi vi-vere quietamente il rimanente della sua vita ; ma non vi trovandonè amici,^nè parenti, e conoscendo, che quella stanza non faceva perlui, tardi pentito d’estòrsi portato ingratamente con Niccolò , tornòin Lombardia a servire i figliuoli di don Ferrante. Ma non passòmolto, che infermandosi a morte, fece testamento,e lasciò alla sua co-munità di Prato dieci mila scudi, perché ne comperasse tanti beni,e facesse un’entrata » per tenere continuamente in studio un certonumero di scolari Pratesi , nella maniera eh’ ella ne teneva , etiene alcuni altri, secondo un altro lascio ; e così è stato eseguito da-gli uomini della Terra di Prato , onde come conoscenti di tanto be-nefizio , che in vero è stato grandissimo, e degno d’ eterna memoria,tanno posta nel loro Consiglio , come di benemerito della patria »T immagine d Vesto Domenico.
HOT A. Alcuni di questi fatti diNiccolò Soggi sono rammentati dalVasari qui addietro nella Vita delRosso a c. 292. e molto più distesa-mente., che non ha fatto qui rac-conta nella Vita d’Andrea del Sartoac. 238. tutto il contrasto, eh’eb-be lo stesso Andrea col Soggi - DiStagio scultore è fatto menzionenel tomo 1- a cari. 335. Ebbe un
VITA
figliuolo, che si chiamava Fabianoeccellente nel far finestre di vetricolorati, come si è detto a c. 138.del qual Fabiano su figliuolo que-sto nominato a c. 342. chiamatoanch’ egli Stagio in memoria delnonno, del quale parla parimenteil Vasari nella seguente Vita delTribolo a c. 542.