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Tomo secondo.
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Vita di Niccolò Soggi. S37

o non volendo ricordarsi con quanta amorevolezza fosse stato daNiccolò allevato come proprio figliuolo , gli diede la miseria»*duna piccola somma di danari, e quanto potè prima, se lo levòdintorno. E così tornato Niccolò ad Arezzo mal contento , co-nobbe , che dove pensava aversi con fatica , e spesa allevato unfigliuolo, si aveva fatto poco meno che un nemico. Per poter dun- fi mette mique sostentarsi j andava lavorando ciò» che gli veniva alternarsi,^ "'saUnutH'siccome aveva fatto molti anni innanzi » quando dipinse » oltre mol- J Jte altre cose, per la comunità di Monte Sansovino» in una tela la Sua pittura p r ejs 0 aldetta Terra del Monte , e in aria una nostra Donna, e dagli \a.ti Mente San / oviat>due Santi; la qual pittura fu messa a un altare nella Madonna diVersigli, chiesa dellordine demonaci di Camaldoli, non moltolontana dal Monte » dove al Signore è piaciuto, e piace farognigiorno molti miracoli, e grazie a coloro , che alla Regina del cielosi raccomandano. Estèndo poi creato sommo Pontefice Giulio III.

Niccolò, per ess.re stato molto famigliare della casa di Monte , sicondusse a Roma vecchio d ottani' anni » e baciato il piede a suaSantità, la pregò , volesse servirsi di lui nelle fàbbriche , che si di-ceva aversi a fare al Monte, il qual luogo avea dato in feudo alPapa il sig. Duca di Fiorenza. Il Papa adunque , vedutolo volen- E mantenuta in fo-rieri » ordinò, che gli suste dato in Roma da vivere, senza affa- da Giulio ni.ticarlo in alcuna cosa ; ed a questo modo si trattenne Niccolò alenisimesi in Roma, disegnando molte cose antiche per suo passatempo.

In tanto deliberando il Papa daccrescere il Monte Sansovino suapatria , e farvi, oltre molti ornamenti , un acquidotto , perchéquel luogo patisce molto dacque , Giorgio Vasari , 1 eh ebbe or-P. Ili . Y y y dine

1 Agostin Caracci, che postillòqueste Vite del Vasari con la pen-na sul suo esemplare, a questo luo-go dice : Insomma Giorgio Vasarivuole avere il primo luogo ; e nonjè fatto cosa , dov' egli non sia in-tervenuto principale . Oh che sfac-ciato ! Se è vero , che Giorgio fa-cesse quest opera, e che il Papagli desse il Soggi per soprastante ,non veggo, dove consista la sfac-ciataggine , ogni volta che avevaimpreso a scrivere un istoria , do-ve per necessità egli ci doveva en-trare . E poi nominato molte vol-te , perché come ognun fa , e puòvedere, Giorgio lavorò molto; ol-treché parla di se in terza perso-na , il che su ascritto in Cesare amodestia. Il Celli ni scrisse la sua

voluminosa Vita , dove per tuttosi lodi, e vanti, benché parli innome proprio. Pure quanto sareb-be da desiderare d' avere le Vitede Caracci scritte anche come_^quella del Cestini, o aver quelledel Brunelleschi, e del stonarro-ti &c!

Ho detto , che Giorgio parla dise in terza persona, e questo è ve-ro non solo qui, ma anche altro-ve per lo più . Ma nella seguenteVita del Tribolo parla in personapropria , dal che si vede, che que-ste Vite sono scritte in varj tempi,e a pezzi, o che più d uno ci hamesso mano, come si è detto al-trove nella prefazione , e si è no-tato ne luoghi , che il richiede-vano .