I
I
/
Vita di Niccolò detto il Thibolo. 545fare un s. Cosimo , che insieme con un s. Damiano , allogato al Mon-telupo, doveva mettere in mezzo la Madonna . Date a far queste ,volle Michelagnolo » che il Tribolo faceste due statue nude, cheavevano a mettere in mezzo quella del duca Giuliano, che già ave-va fatta egli, 1' una figurata per la Terra coronata di cipresso » chedolente, e a capo chino piangeste con le braccia aperte la perditadel duca Giuliano : e l'altra per lo Cielo, che con le braccia eleva-te tutto ridente , e festoso mostraste estere allegro dell’ ornamento »e splendore , che gli recava l'anima » e lo spirito di quel Signore.
Ma la cattiva sorte del Tribolo se gli attraverso, quando appuntovoleva cominciare a lavorare la statua della Terra ; perché, o fostela mutazione dell’ aria * o la sua debole complessione , o 1' aver di-sordinato nella vita , s’ammalò di maniera» che convertitasi l’in- Gli)impedita il in-fermità in quartana, {è la tenne addosso molti mesi con incredi- modali'infermità.bile dispiacere di se, che non era men tormentato dal dolor d’avertralasciato il lavoro » e dal vedere, che il Frate, e Raffaello ave-vano preso campo, che dal male stesso; il qual male volendo eglivincere per non rimaner dietro agli emuli suoi, de’quali sentivafare ogni giorno più celebre il nome» così indisposto fece di ter- indisposto fa Unta-ta. il modello grande della statua della Terra , e finitolo , cominciò dello d’nna statua .a lavorare il marmo con tanta diligenza , e sollecitudine , che giàfi vedeva scoperta tutta dalla banda dinanzi la statua ; quando la_,fortuna , che a' bei principj sempre volentieri contrasta, con la mor-te di Clemente, allora che meno si temeva, troncò 1’animo a Morte di demen-tanti eccellenti uomini, che speravano sotto Michelagnolo , con teutilità grandissime , acquistarsi nome immortale, e perpetua fa-ma . Per questo accidente stordito il Tribolo , e tutto perdutod’animo, essendo anche malato, stava di malissima voglia, nonvedendo né in Fiorenza, né fuori poter dare in cosa , che per luifoste . Ma Giorgio Vaiasi, che fu sempre suo amico , e 1’ amò dicuore , e ajutò, quanto gli su possibile, lo confortò con dirgli,che non si smarriste, perché farebbe in modo, che il duca Alessan-dro gli darebbe che fare, mediante il favore del magnifico Otta-viano de’ Medici, col quale gli aveva fatto pigliare assai stretta ser-vitù ; ond’ egli ripreso un poco d’ animo, ritrasse di terra nella sa-grestia di s. Lorenzo, mentre s’andava pensando al bisogno suo ,tutte le figure , che aveva fatto Michelagnolo di marmo, cioè l’Au- e i{Hre di marmo dirota, il Crepuscolo, il Giorno , e la Notte, egli riuscirono così MuMa^nelo ntrat.ben fatte, che M. Gio. Batista Figiovanni, priore di s. Lorenzo , terr * a Tri 'al quale donò la Notte , perché gli faceva aprir la sagrestia , giudi-candola cosa rara, la donò al duca Aleslàndro , che poi la diede aldetto Giorgio , che stava con sua Eccellenza , sopendo , eh’ egliattendeva a cotali studj ; la qual figura è oggi in Arezzo nelle suecase» con altre cose dell’arte . Avendo poi il Tribolo ritratto diPili. Zzz terra