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Tomo secondo.
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Vita di Niccolò detto il Tribolo. 561guisa di fiumi per jor. e dan. i quali versando acqua facessero i]

Giordano. Essendo adunque ricerco di far quest opera da MesserPier Francesco Riccio maiordotno allora del Duca, e dal Tribolo»

Jacopo da Pontormo non la volle fare , perciocché il tempo , chevi era solamente di sèi giorni, non pensava, che gli potesse ba-stare : il simile fece Ridosso Ghirlandajo , Bronzino , e molti altri.

In questo tempo essendo Giorgio Vasari tornato da Bologna , e la-vorando per M. Bindo Altoviti la tavola della sua cappella in sant

Apostolo in Firenze, non era in molta considerazione , sebbeneaveva amicizia col Tribolo, e col Tastò : perciocché avendo al-cuni fatto una setta sotto il favore del detto M. Pier FrancescoRiccio, chi non era di quella, non partecipava del favore dellaCorte , ancorché suste virtuoso , e dabbene ; la qual cosa era cagio-ne , che molti, i quali con l'ajuto di tanto Principe si sarebbonofatti eccellenti, si stavano abbandonati, non si adoperando se nonchi voleva il Tastò; il quale, come persona allegra, con le suebaje inzampognava colui 1 di sorta , che non faceva , e non volevain certi affari, se non quello che voleva il Tasto, il qual' eraarchitettore di palazzo, e faceva ogni cosa - Costoro dunque aven-do alcun sospetto d' esso Giorgio, il quale si rideva di quella lorovanirà, e sciocchezza , e più cercava di farsi da qualche cosa, median-te gli studj dell' arte , che con favore ; non pensavano al fatto suo ;quando gli fu dato ordine dal sig. Duca , che facesse la detta tela Lavoro a chiaroscurocon la già detta invenzione; la qual opera egli condusse in sei gior-ni di chiaroscuro , e la diede finita in quel modo , che sanno colo-ro , che videro quanta grazia , e ornamento ella diede a tutto quell'apparato, e quantella rallegrasse quella parte, che più navevabisogno in quel tempio , e nelle magnificenze di quella sesta . Siportò dunque tanto bene il Tribolo , per tornare oggimai onde misono, non so come , partito , che ne meritò somma lode. E unagran parte degli ornamenti, che fece fra le colonne, volle il Du-ca , che vi fossero lasciati, e vi sono ancora , emeritamente. Fe-ce il Tribolo alla villa di Cristofano Rinieri a Castello , mentre cheattendeva alle fonti del Duca, sopra un vivajo , che è in cima auna ragnaja , in una nicchia un fiume di pietra bigia, grandequanto il vivo, che getta acqua in un pilo grandissimo della m e- statua per ma firn -destina pietra; il qual fiume, che è fatto di pezzi, è commesso tana artificiosamentecon tanta arte , e diligenza, che pare tutto dun pezzo. Met-

tendo poi mano il Tribolo, per ordine di sua Eccellenza , a_#voler finire le scale della libreria di s. Lorenzo , cioè cpie\\Q % che Kon poti finire lofi**fonone! ricetto dinanzi alla porta , messi, che n ebbe quattro sca- * e ^ rm< * **glioni, non ritrovando il modo, le misure di Michelagnolo Lor<nt 0 '

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1 Cioè il Ricci. Giorgio Vasari, come si dirà nel-

r Questa scala su messa su da la Vita di Michelagnolo .