Vita di Niccolò detto il Taibolo . §6z
to che abbia fatto tutto. E perché fi figurano » come ho detto , va-rie cose , ma che abbiano che fare alcuna cosa col fuoco, e sanosottoposte agì' incendj, ed era stata fatta molto innanzi la città diSoddoma » e Lotto con le figliuole, che di quella uscivano: e al-tra volta Gerione con Virgilio, e Dante addosso, siccome da essoDante si dice nell’ Inferno : e molto prima Orfeo , che ttaeva secoda esso inferno Euridice , e altre molte invenzioni ; ordinò sua Ec-cellenza , che non certi fantoccia!, che avevano già molt’ anni fat-to nelle girandole mille gostèrie» ma un maestro eccellente facesse Descrizione dellagi-alcuna cosa, eh'avesse del buono. Perché datane cura al Tribo- del Trifole .Io, egli con quella virtù, e ingegno» eh’aveva l’altre cose fat-to , ne fece una in forma di tempio a otto facce bellissimo , aita tut-ta con gli ornamenti venti braccia ; il qual tempio egli finse , chefosse quello della Pace , facendo in cima il simulacro della Pace ,che mettea fuoco in un gran monte d’arme, eh’aveva a’piedi, lequali armi, statua della Pace, e tutte l’altre figure , che facevanoessere quella macchina bellissima , erano di cartoni , terra , c pan-ni incollati, acconci con arte grandissima ; erano, dico, di cotalimaterie , acciocché l'opera tutta suste leggieri, dovendo estere daun canapo doppio, che traversava la piazza in alto , sostenuta permolto spazio alta da terra. Ben’ è vero , eh’ estèndo stati acconcidentro i fuochi troppo spessi , e le guide degli stoppini troppo vi-cine l’una ali’altra, datole fuoco , fu tanta la veemenza dell’incendio, e grande, e subita vampa , eh’ella si accese tutta a untratto, e abbruciò in un baleno , dove aveva a durare ad ardereun’ora almeno ; e che su peggio , attaccatosi fuoco al legname , ea quello , che doveva conservarsi, si abbruciarono i canapi, e ognialtra colà a un tratto , con danno non piccolo, e poco piacere de’popoli. Ma quanto appartiene ali’ opera , ella so la più beila, che al-tra girandola, la quale insino a quel tempo fosse stata fatta giammai.
Volendo poi il Duca fare, per comodo de’ suoi cittadini,e mercanti, la loggia di mercato nuovo, e non volendo più diquello , che poteste , aggravare il Tribolo , il quale , come capomaestro de’ Capitani di Parte , e commistàrj de’ fiumi , e sopra lefogne della città , cavalcava per lo dominio per ridurre moltifiumi, che scorrevano con danno , a i loro letti, silurare ponti,e altre cose simili, diede il carico di quest’opera al Tastò perconsiglio del già detto messer Pier Francesco maggiordomo, perfarlo di falegname architettore , il che invero su contra la vo-lontà del Tribolo, ancorché egli nol mostrasse, e facesse molto ''
P amico con esso lui.
E che ciò sia vero, conobbe il Tribolo nel modello del Tastòmolti errori, de’quali, come si crede, nol volle altrimenti av- Ta ' >t * 9%vertire ; come fu quello de’ capitelli delle colonne , che sono a
Bbbb 2 canto