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Tomo secondo.
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Vita di Pierino da Vinci. 569sopra un* arme di palle, per M. Pier Francesco Riccio» maggior-domo del Duca » ed egli lo fece con due putti » i quali intreccian-dosi le gambe insieme , tengono il mazzocchio in mano » e lo pon-gono sopra P arme , la quale è posta sopra la porta d* una cala » cheallora teneva il maggiordomo dirimpetto a s. Giuliano , a latoapreti di santAntonio. Veduto questo lavoro » tutti gli arteficidi Fiorenza fecero il medesimo giudizio, chel Tribolo aveva fat-to innanzi. Lavorò dopo questo un fanciullo , che stringe un pe-sce , che getti acqua per bocca, per le fonti di Castello . E aven-dogli dato il Tribolo un pezzo di marmo maggiore , ne cavò Pierodue putti, che sabbracciano P un P altro , e stringendo pesci » glisanno schizzare acqua per bocca. Furono questi putti graziosinelle teste , e nella persona » e con bella maniera condotti, digambe, di braccia, e di capelli, che già si potette vedere , eh'egli arebbe condotto ogni difficile lavoro a perfezione . Preso adun-que animo , e comperato un pezzo di pietra bigia , lungo due brac-cia e mezzo, e condottolo a cala sua al canto alla Briga , cominciòPiero a lavorarlo la sera, quando tornava, e la notte , e i giornidelle feste , intanto , che a poco a poco lo condusse al fine . Eraquesta una figura di Bacco , che aveva un satiro a' piedi, e con unamano tenendo una tazza , nelP altra aveva un grappolo d uva ,e1 capo le cingeva una corona duva, secondo un modello fattoda lui stesso di terra. Mostrò in questo, e negli altri suoi primilavori Piero un agevolezza maravigliosa , la quale non estènde maiP occhio , in parte alcuna è molesta a chi riguarda Finito que-sto Bacco, lo comperò Bongianni Capponi, e oggi lo tiene Lodo-vico Capponi suo nipote in una sua corte . Mentre che Piero face-va queste cose, pochi sapevano ancora, eh' egli suste nipote di Lio-nardo da Vinci ; ma facendo P opere sue lui noto , e chiaro » diqui si scoperse insieme il parentado, e1 sangue. Laonde tuttaviadipoi, per P origine del zio , e per la felicità del proprio in-gegno, col quale erassomigliava tanto uomo, super innanzi nonPiero, ma da tutti chiamato il Vinci Il Vinci adunque , mentreche così si portava, più volte , e da diverse persone aveva uditoragionare delle cose di Roma , appartenenti ali' arte , e celebrarle,come sempre da ognuno si fa ; onde in lui sera un grande deside-rio acceso di vederle , sperando daverne a cavare profitto , nonsolamente vedendo P opere degli antichi, ma quelle di Michela-gnolo, e lui stesso allora vivo, e dimorante in Roma . Andò adun-que in compagnia dalcuni amici suoi ; e veduta Roma » e tuttoquello, eh egli desiderava , se ne tornò a Fiorenza » consideratogiudiziosamente , che le cose di Roma erano ancora per lui troppoprofonde , e volevano esser vedute , e imitate non così ne prin-cipi , ma dopo maggior notizia dell arte . Aveva allora il TriboloP- III. Cccc fini-

Lavoti diversi , chepromettevano graaprogn/si .

Chiamato il Vinci ,e perche .

And « a 'Rema .

La giudica tropeeprofonda per li prin-cipianti , e torna aEirene.e .