Vita di Pierino da Vinci. $73
a’piedi > che l’ajuta tenere il corno dell’Abbondanza » mostra inquel fasto , ancorché ruvido, e malagevole , nondimeno morbidez-za , e molta facilità. Mandò dipoi Luca a Carrara a far cavare un !tti
marmo» cinque braccia alto» e largo tre» nel quale il Vinci aven-^™ 41 ^^^^do già veduto alcuni schizzi di Michelagnolo d' un Sansone » cheammazzava un Filisteo con la mascella d’ alino » disegnò da questosoggetto fare a sua fantasia due statue di cinque braccia . Onde men-tre , che ’l marmo veniva » mestoli a fare più modelli variati 1’ unodaU’altro» si fermò a uno: e dipoi venuto il fasto» a lavorarloincominciò » e lo tirò innanzi assai » imitando Michelagnolo nelcavare a poco a poco de’sassi il concetto suo » e '1 disegno, senzaguastargli, o farvi altro errore . Condusse in quest' opera gli stra-fori sottosquadra , e sopralquadra » ancorché laboriosi » con-molta facilità : e la maniera di tutta l'opera era dolcissima . Maperché 1’ opera era faticosissima , §' andava intrattenendo con altristudj , e lavori di manco importanza • Onde nel medesimo tempofece un quadro piccolo di basso rilievo di marmo » nel quale espres-se una nostra Donna con Cristo » con s. Giovanni » e con santa Eli-sabetta » che su , ed è tenuto cosa singolare, ed ebbelo l'Mina Du-chessa » ed oggi è fra le cose care del Duca nel suo scrittoio.
Mise dipoi mano a una istoria in marmo di mezzo» e bassori- Sa//ò rilievo in mar-Levo, alta un bracco » e lunga un braccio e mezzo» nella quale mo nen •figurava Pise restaurata dal Duca » il qual' è nell’ opera presentedella restaurazione d’està, sollecitata dalla sua presenza . Intorno alDuca sono le sue virtù ritratte , e particolarmente una Minerva ,figurata per la sapienza » e per 1’arti risuscitate da lui nella cittàdi Pise , ed ella è cinta intorno da molti mali » e difetti naturalidel luogo » i quali a guise di nemici 1’ assediavano per tutto » el’affliggevano . Da tutti questi è stata poi liberata quella città dallesopraddette virtù del Duca . Tutte queste virtù intorno al Duca »e tutti que’ mali inforno a Pise » erano ritratti con bellissimi modi »ed attitudini nella sua storia dal Vinci ; ma egli la lasciò imperfet-ta » e desiderata molto da chi la vede » per la perfezione delle cosefinite in quella.
Cresciuta per queste cose » e sparse intorno la sema del Vinci ,gli eredi di M. Baipassare Turin! da Pesista lo pregarono » eh' ei Sepoltura di marnofaceste un modello d’una sepoltura di marmo per M. Baldassarre »/* r 1* Turin* da ve -li quale fatto» e piaciuto loro» e convenuti» che la sepoltura si 'facesse » il Vinci mandò a Carrara » a cavare i marmi » Francescodel Tadda 1 » valente maestro d’intaglio di marmo. Avendogli
costui
1 Francesco del Tadda su quel-li , che cominciò a lavorare sta-tue , e bassirilievi di porfido , co-me ha detto il Vasari nel cap. i.
dell’ Introduzione . Andò anche alavorare con altri scultori per la s.Case di Loreto. Vedi sopra nellaVita del Tribolo a c. 544.