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costui mandato un pezzo di marmo, il Vinci cominciò una statua ,e ne cavò una figura abbozzata sì latta , che chi altro non avesse sa-puto , arebbe detto » che certo Michelagnolo l’ha abbozzata. Ilnome dei Vinci » e là virtù era già grande , ed ammirata da tutti,e molto più , che a sì giovane età non farebbe richiesto, ed eraper ampliare ancora, e diventare maggiore» e per adeguare ogniuomo nelfarte sita, come 1’opere site senza l’altrui testimoniofanno sede; quando il termine a lui prescritto dal cielo essendod’apprestò , intertoppe ogni suo disegno : sece 1’ aumento suo ve-loce in un tratto restare » e non patì , che più avanti montasse : eprivò il Mondo di molta eccellenza d' arte , e d’opere » dellequali , vivendo il Vinci, egli si sarebbe ornato . Avvenne in que-sto tempo » mentre che ’1 Vinci ali' altrui sepoltura era intento »non sapendo , che la sua si preparava » che '1 Duca ebbe a mandareE’ condotto a Geno- p er cole d'importanza Duca Martini a Genova » il quale sì perchéva da Luca Marti- amava yjnci, e per averlo in compagnia » e sì ancora per dare ani, e ivi s infermo, q Ua j c jj e diporto» e sollazzo , e fargli vedere Genova -, andando lomenò seco; dove mentre che i negozj si trattavano dal Martini, permezzo di lui M. Adamo Centurioni dette al Vinci a fare una figuradis-Gio- Batista , della quale egli fece il modello . Ma tolto ve-nutagli la febbre , gli fu per raddoppiare il male , insieme ancoratolto l’amico, forse per trovare via , che '1 fato s’ adempiesse nel-la vita del Vinci. Fu neceslàrio a Luca , per l’interesse del ne-gozio a lui commesso » eh’ egli andasse a trovare il Duca a Fioren-za ; laonde partendosi dal? infermo amico con molto dolore dell’uno, e dell’altro, lo lasciò in casa ali’abate Nero * e strettamen-te a lui io raccomandò, ben eh’ egli mal volentieri restaste in_>Genova . Ma il Vinci ogni dì sentendosi peggiorare , si risolvè aVa Genova fi fa con- levarli di Genova , e fatto venire da Pisa un silo creato , chiamatodarre a Livorno, e Tiberio Cavaliere , si fece con l’ajuto di costui condurre a Livorno‘niscei‘‘s»oi giorni P er ac< I ua 5 e da Livorno a Pisa in ceste . Condotto in Pisa k sera aventidueore, estèndo travagliato , ed afflitto dal cammino, e dalmare , e dalla febbre » la notte mai non posò , e la seguente mat-tina in fui far del giorno passò ali’altra vita, non avendo dell’etàsua ancora passato i 2Z. anni. Dolse a tutti gli amici la morte delVinci, ed a Luca Martini eccessivamente , e dolse a tutti gli altri,i quali s’erano promesso di vedere dalla sua mano di quelle cose ,che rare volte si veggono : e M. Benedetto Varchi amicissimo allelue virtù , ed a quelle di ciascheduno, gli fece poi per memoriadelle lue lodi questo sonetto.
Cane