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Tomo secondo.
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Vita di Pierino da Vinci.

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Come potrò da me * se tu ho» presti

O forza , o tregua al mio gran duolo interno ,Soffrirlo in pace mai , Signor superno ,

Che fin qui nuova ognor pena mi desti ?

Dunque de miei più cari or quegli , or questi - JVerde sen voli ali ulto Astio eterno ,

JW io canuto in questo baffo infornoA pianger sempre , e lamentarmi resti ?

Sciolgami almen tua gran bontade quinci ,

Or che reo fato nostro , o y?u ventura ,

Ci era degno d* altra vita , e gente ,

JVr /ur più ricco il cielo » e la scultura

Men bella , e me col buon MAR T1N dolente , -

iVta privi 3 o pieta , del secondo VINCI .

Nota. Del bassorilievo qui so-pra descritto a cart. 573. che rap-presenta Cosimo I. intento ad ab-bellire la città di Pila , ho vedutoil gesso, ma non già il marmo, e pur so , dove ora sia . E in ve-rità è lavorato con tanta eccellen-za , che poco più si poteva deside-

VITA

rare , o aspettarsi dalle mani delgran Michelangiolo . Làonde a ra-gione si duole il Vasari , e il Var-chi della perdita , che fece Firen-ze , e la (cultura nella morte diquesto giovanetto , degno nipotedi Lionardo suo zio .