Vita di Baccio Bàndinelli. 579
questo lo mosse l’affezione di Lionardo da Vinci , al quale ilcartonedel Bonarroti aveva tolto molta riputazione: alcuni forfèmeglio interpetrando , ne davano la causa ali' odio , eh’ egli por-tava a Michelagnolo , siccome poi fece vedere in tutta la vita sua.
Fu la perdita del cartone alla città non piccola * e il carico di Lac-cio grandissimo, il quale meritamence gli fu dato da ciascuno ed’invidioso» e di maligno . Fece poi alcuni pezzi di cartoni dibiacca» e carbone » tra’quali uno ne condusse molto bello d’unaCleopatra ignuda » e lo donò al Piloto orefice . Avendo di già Lac-cio acquistato nome di gran disegnatore, era desideroso d'impa-rare a dipingere co’ colori, avendo ferma opinione non pur di pa-ragonare il Bonarroti » ma superarlo di molto in amendue le pro-fessioni . E perché egli aveva fatto un cartone d’ una Leda , nel Aîutîa di saccuquale usciva dell’ ovo del cigno , abbracciato da lei » Castoro , e P er colorire un /«»Polluce » e voleva colorirlo a olio; per mostrare, che ’l maneggia- eartont ‘re de’ colori » e mesticargli insieme , per farne la varietà delletìnte co’lumi» e con l’ombre» non gli sofie stato insegnato daaltri, ma che da se 1’ avesse trovato ; andò pensando , come potes.se fare » e trovò questo modo . Ricercò Andrea del Sarto suo ami-cissimo > che gli facesse in un quadro di pittura a olio il suo ritrat-to» avvisando di dovere di ciò conseguire duoi acconci al suo pro-posito ; 1’ uno era il vedere il modo di mescolare i colori ; l’altroil quadro , e la pittura » la quale gli resterebbe in mano ; e aven-dola veduta lavorare » gli potrebbe » intendendola > giovare > e ser-vire per esempio . Ma Andrea accortosi nel domandare » che fa-ceva Laccio » della sua intenzione » e sdegnandosi di colai diffidan-za » e astuzia ( perché era pronto a mostrargli il suo desiderio» secome amico ne 1 avesse ricerco) perciò senza far sembiante d’aver-lo scoperto» lasciando stare il far mestiche » e tinte» mise d’ognisorta colore sopra la tavolella » e azzuffandoli insieme col pennello »ora da questo » e ora da quello togliendo con molta prestezza di ma-no » così contraffaceva il vivo colore della carne di Laccio ; il qualesì per 1’ arte , che Andrea usò » e perché gli conveniva sedere » estar fermo, se voleva esser dipinto; non potette mai vedere , néapprendere cosa » eh’ egli volesse ; e venne ben fatto ad Andrea dicastigate insieme la diffidenza dell’amico » e dimostrare in quel mo-do di dipingere da maestro pratico » affai maggiore virtù , ed espe-rienza dell’arte . Né per tutto questo si tolse Laccio dall’impr e.#* apprese lamxmt-sa , nella quale fu ajutato dal Rosso pittore, il quale più liberameli- M ^ Bo ^° 'te poi domandò di ciò» eh’egli desiderava. Adunque apparatoli S'esercita a dipinge-modo del colorire , fece in un altro quadro a olio i Santi Padri ca- re “ ' ea f rt s Cv
vati del Limbo dal Salvatore ; e in un altro quadro maggiore Noè ;quando inebbriato dal vino, scuopre in presenza de’ figliuoli levergogne . Provossi a dipingere in muro nella calcina fresca , e di-
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ma r.on riesce .