58o Terza Parte.
pinse nelle facce di casa sua tede , braccia , gambe , e torsi in di-verse maniere coloriti ; ma vedendo, che ciò gli arrecava più diffi-coltà, eh’ei non s’era promesso , nel seccare della calcina ; ritor-Tornt M'opre di'ti- nò allo studio di prima a far di rilievo. Fece di marino una sigmaliev ’ * alta tre braccia d’ un Mercurio giovane con un flauto in mano, nella
quale molto studio mise, e su lodata, e tenuta colà rara; la qua-le su poi sanno iZzo.comperata da Gio. Batista della Palla , e man-ina figura Jì marmo data in Francia al re Francesco, il quale ne fece grande stima,tra/'"//-»krâ/H. Dettesi con grande , e sollecito studio a vedere , e a fare minuta-mente anatomie, e così perseverò molti mesi, e anni . E certa-mente in questo uomo si può grandemente lodare il desiderio d’ ono-re , e dell’ eccellenza dell’ arte , e di bene operare in quella , dalquale desiderio spronato, e da un’ ardentissima voglia, la qualepiuttosto, che attitudine , e destrezza nell’arte , aveva ricevutodalla Natura insino da’ suoi pr imi anni, Baccio a niuna fatica perdo-nava , niuno spazio di tempo intrametteva, sempre era intentoo ali’apparar di fare, o al fare sempre occupato , non mai ozio-so si trovava , pensando col continuo operare di trapassare qualun-que altro avesse nell’arte sua giammai adoperato, e questo si nepremettendo a se medesimo di sì sollecito studio , e di sì lunga fa-tica . Continuando adunque I’amore, e lo studio, non solumen-Varie carte disegnate le mandò suora gran numero di carte disegnate in varj modi di suat!< ’ • mano, ma per tentare se ciò gli riusciva , s’adoperò ancora, che
Agostino Veneziano, intagliatore di stampe, gl’intagliasse unaCleopatra ignuda , e un’ altra carta maggiore piena d’anatomie di-, verse , la quale gli acquistò molta lode. Messesi dipoi a far di rilievo
Piotine di s. Gitola- i i- ° ^ n ,, , . * ,. . ,
mo in cera molto lo. tutto tondo di cera una sigura, d un braccio e mezzo, di s. Girolamodata . in penitenza secchissimo , il quale mostrava in fu l’ossa i muscoli este-
nuati , e gran parte de’ nervi, e la pelle grinza, e secca ; e sucon tanta diligenza fatta da lui quest’opera, che tutti gli arteficifecero giudizio, e Lionardo da Vinci particolarmente, eh’ ei non sivide mai in questo genere cosa migliore , nè con più arte condotta.Quest’ opera portò Laccio a Giovanni cardinale de’ Medici, ed almagnifico Giuliano suo fratello , e per mezzo di essa si fece loroconoscere per figliuolo di Michelagnolo orafo ; e quegli, oltrealle Iodi dell’ opera , gli fecero altri favori , e ciò fu sanno 1521.quando erano ritornati in casa , e nello Stato . Nel medesimo tempostatua di fan Pietro 6 lavoravano nell’ opera di s. Maria del Fiore alcuni apostoli diins.stari»dtlSiate, marmo , per mettergli ne’tabernacoli di marmo, in quelli stessiluoghi, dove fono 1 in detta chiesa dipinti da Lorenzo di Licci pit-tore . Per mezzo del Magnifico Giuliano fu allogato a Laccio unsan Piero, alto braccia quattro e mezzo , il quale dopo moltotempo condusse a fine, e benché non con tutta la perfezione dellascultura , nondimeno si vide in lui buon disegno . Questo apostolo1 Non vi sono più . stette