Band 
Tomo secondo.
Seite
581
JPEG-Download
 

Vita di Baccio Bandinelli . 535

stette nell’ Opera rial? anno iZlZ- insino al 1565. nel qual’ anno ilduca Cosimo, per le nozze della regina Giovanna d’ Austria suanuora, volle, che s. Maria del Fiore suste imbiancata di dentro,la quale dalla sua educazione non era stata dipoi tocca , e che siponessero quattro apostoli ne’luoghi loro, tra’ quali fu il soprad-detto s. Piero• Ma fanno x51 5 - nell’andare a Bologna, passtndoper Fiorenza papa Leone X. la città per onorarlo, tra gli altrimolti ornamenti, ed apparati, fece fare sotto un arco della loggiadi piazza, vicino al palazzo, un colosto di braccia nove e mez-zo , e lo dette a staccio . Era il colosso un Ercole , il quale , P er statua d’Erco'e hele parole anticipate di staccio, s’aspettava» che superasse il Da - gli scemi il credito.vide del stonarroti , quivi vicino ; ma non corrispondendo aldire il fare , nè l’opera al vanto, scemò assai staccio nel con-cetto degli artefici, e di tutta la città, il quale prima s’ avevadi lui. Avendo allogato papa Leone l’opera dell’ornamento dimarmo , che fascia la camera di nostra Donna di Loreto , e pari-mente statue, e storie a maestro Andrea Contucci dal Monte San-sovino, il quale avendo già condotte molto lodatamente alcune ope-re , ed estèndo intorno ali’altre; staccio in questo tempo portò aRoma al Papa un modello bellissimo d’ un Davitte ignudo, che te-nendosi sotto Golìa gigante, gli tagliava la testa, con animo difarlo di bronzo , o di marmo per lo cortile di caia Medici in Fi-renze , in quel luogo appunto , dov’ era prima il Davitte di Dona-to , che poi su portato , nello spogliare il palazzo de’ Medici, nelpalazzo allora de’ Signori. Il Papa » lodato staccio , non parendoglitempo di fare allora il Davitte , lo mandò a Loreto da maestro An-drea , che gli d-sse a fare una di quelle istorie . Arrivato a Lore-to , fu veduto volentieri da Andrea, e carezzato, sì per la famasua » che per averlo il Papa raccomandato » egli fu consegnato unmarmo» perché ne cavasse la natività di nostra Donna, stacciofatto il modello , dette principio ali’ opera ; ma come persona »che non sapeva comportare compagnia, e parità , e poco lodava lecose d’ altri ; cominciò a biasimare con gli altri scultori, che v’ era-no » 1 ‘opere di maestro Andrea , e dire , che non aveva disegno; a ***’ed il simigliante diceva degli altri, in tanto, che in breve temposi fece malvolere a tutti . Perla qual cosa venuto a gli orecchi dimaestro Andrea tutto quello , che detto aveva staccio di lui, egli,come savio, lo riprese amorevolmente» dicendo» che 1'opere sisanno con le mani, non con la lingua , e che ’1 buon disegno non stanelle carte, ma nella perfezione dell’opera finita nel sostò; eneifine, eh’ ei dovesse parlare di lui per l’avvenire con altro rispetto.

Ma staccio rispondendogli superbamente molte parole ingiuriose ,non potette maestro Andrea più tollerare, e corsegli addosso perammazzarlo ; ma da alcuni » che v’ entrarono di mezzo, gli fu le-vato dinanzi ; onde forzato a partirsi da Loreto , fece portare la sua

storia

Riffe nata tra lui ,e Andrea Contuccine' lavori della san-