simile .
6 12 Terza Parte.
tù » e di fierezza non meno , che alcuno degli altri. Costui standocol sig. don Francesco» Principe di Firenze» chiese a sua Eccel-lenza di poter fare un gigante, che serviste per modello, dellamedesima grandezza del marmo » ed il Principe ciò gli concedette .Non pensava già maestro Gio. Bologna d' avere a fare il gigante dimarmo » ma voleva almeno mostrare la sua virtù, e farsi tenerequello » eh’egli era. Avuta la licenza dal Principe » cominciòConcorrenti nel mo- ancor’ egli il suo modello nel convento di finta Croce . Non-.dello d' un gigante vo [{ e mancare di concorrere con questi tre Vincenzio Danti Pe-rugino » scultore giovane di minore età di tutti » non per otte-nere il marmo » ma per mostrare 1’ animosità » e P ingegno suo .Così messosi a lavorare di suo nelle calè di M. Alessandro di M. Ot-taviano de' Medici » condusse un modello con molte buone parti,grande come gli altri. Finiti i modelli » andò il Duca a vederequello dell’ Ammarinato » e quello di Benvenuto » e piaciutogli piùquello dell’ Ammarinato » che quello di Benvenuto » si risolvè » cheI’ Ammarinato avesse il marmo » e facesse il gigante » perché era piùgiovane di Benvenuto » e più pratico ne’ marmi di lui. Aggiunseali’inclinazione del duca Giorgio Vasari» il quale con sua Eccel-lenza fece molti buoni uffizj per l’Ammarinato » vedendolo » oltre alsaper suo » pronto a durare ogni fatica » e sperando » che per lesue mani si vedrebbe un’ opera eccellente 1 finita in breve tempo .Non volle il Duca allora vedere il modello di maestro Gio. Bolo-gna » perché » non avendo veduto di suo lavoro alcuno di marmo »non gli pareva » che se gli potesse per la prima fidare così grandeimpresa ; ancoraché da molti artefici » e da altri uomini di giudiciointendesse » che ’l modello di costui era in molte parti migliore »che gli altri ; ma se Buccio soste stato vivo » non fàrebbono statetra que’ maestri tante contese » perché a lui senza dubbio sarebbetocco a fare il modello di terra» e il gigante di marmo. Questaopera adunque tolse a lui la morte » ma la medesima gli dette nonpiccola gloria » perché fece vedere in que’quattro modelli» de’énfi. quali fu cagione il non esser vivo Baccio » che e’ si faceflîno » quantoera migliore il disegno » e ’l giudicio » e la virtù di colui » chepose Ercole, e Cacco quasi vivi nel marmo in piazza ; la bontàdelle quale opera molto più hanno scoperta » e illustrata l’opere »le quali dopo la morte di Baccio hanno fatte questi altri; i quali ben-ché si siano portati laldabilmente » non però hanno potuto aggiri -gnere al buono » e al bello » che pose egli nell’ opera sua . Il ducaCosimo poi nelle nozze della reina Giovanna d’Austria sua nuo-ubhùctt nell» sala ra , dopo la morte di Baccio sette anni , ha fatto nella sala grandedell’ ndieni,» , ter- £ n ire l’udienza » della quale abbiamo ragionato di sopra » comin.mmat» dal V»san . da Baccio » e di tal finimento ha voluto » che sia capo Gior-gio Vasari » il quale ha cerco con ogni diligenza di rimediare a mol.
ridi-
Tutti rimasitori a Baccio .
i Giorgio s’ingannò .