Bonarreti > e Triiv-lo lo ajutano nelquadro eli s. Cateri-na .
Vita di Giuliano Bugiardini. 619come fargli scortare in modo , che tutti poteslèro capire in sì stret-to luogo nella maniera, che si era immaginato, persila. Il Lo-ri arroti adunque per compiacergli , avendo compassione a quelpover’ uomo , accostatosi con un carbone alla tavola , contornò de’primi segni schizzati solamente, una fila di figure ignude mara-vigliose , le quali in diversi gesti scortando, variamente cascava-no , chi indietro , e chi innanzi , con alcuni morti, e feriti,fatti con quel giudizio, ed eccellenza, che fu propria diMiche-lagnolo. E ciò fatto, si partì ringraziato da Giuliano, il qualenon molto dopo menò il Tribolo suo amicissimo a vedere quello ,che il Bonarroto aveva fatto , raccontandogli il tutto . E perché ,come si è detto, aveva fatto il Bonarroto le sue figure solamente con- 'tornate , non poteva il Eugiardino metterle in opera , per non viessere né ombre , nè altro ; quando si risolvè il Tribolo ad aiutar-lo ; perché fatti alcuni modelli in bozze di terra, i quali con-dusse eccellentemente, dando loro quella fierezza , e maniera ,che aveva dato Michelagnolo al disegno , con la gradina, che è unferro intaccato , le gradinò , acciò fossero crudette , e avessino piùforza ; e cosi fatte le diede a Giuliano.
Ma perché quella maniera non piaceva alla pulitezza , e fan-tasia del Bugiardino , partito che fu il Tribolo, egli con un pen-nello , insignendolo di mano in mano nell’ acqua , le lisciò tan« lo guasta .
to, che levatone viale gradine, le pulì tutte; di maniera, chedove i lumi avevano a servire per ritratto , e fare E ombre più cru-de , si venne a levare via quel buono , che faceva 1' opera perfetta .
Il che avendo poi inteso il Tribolo dallo stesso Giuliano, si riso del-la dappoca semplicità di que 11’ uomo ; il quale finalmente diede fi-nita 1’ opera in modo, che non si conosce , che Michelagnolo laguardasse mai.
In ultimo Giuliano essendo vecchio , e povero , e facendo pitture condotte conpochissimi lavori, si messo a una strana , ed incredibile fatica per rara diligenza infare una Pietà in un tabernacolo, che aveva a ire in Ispagna , di vecc/„e-.r.-,.figure non molto grandi, e la condusse con tanta diligenza, chepare cosa strana a vedere , che un vecchio di quell’ età avesse tan-ta pacienza in fare una sì fatta opera per l’amore, che ali’ arteportava - Ne’ portelli del detto tabernacolo, per mostrare le tene-bre , che furono nella morte del Salvatore, fece una Notte in cam-po nero, ritratta da quella, che è nella sagrestia di s. Lorenzo,di mano di Michelagnolo. Ma perché non ha quella statua altrosegno che un barbagianni , Giuliano scherzando intorno alla suapittura della Notte con l’invenzione de’ suoi concetti, vi fece unfrugnuolo da uccellare a’ tordi la notte con la lanterna , un pen-tolino di quei, che si portano la notte con una candela, o moc-colo , con altre cose simili, e che hanno che fare con le tenebre ,
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Notte capricciosa-mente dipinta .